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Il regalo di Natale del fidanzato, il volo in parapendio, lo schianto contro le rocce: la terribile fine a 28 anni della comasca Cristina Colturi

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10.03.2026

Cristina Colturi, 28 anni, era originaria di Castelnuovo Bozzente (Como) ma da un anno viveva alle isole Canarie

Per approfondire:

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Castelnuovo Bozzente (Como), 10 marzo 2026 – Il volo sul parapendio era un regalo di Natale del fidanzato: Cristina Colturi, ventottenne originaria di Castelnuovo Bozzente, da un anno trasferita a Tenerife, venerdì lo aveva affrontato con gioia e divertimento. Ma da quella escursione, non è uscita viva. L’apparecchio, un modello biposto, è precipitato, facendola schiantare in una zona rocciosa. I soccorritori l’hanno trovata in condizioni critiche e trasportata in ospedale, ma dopo due giorni, durante i quali non è mai migliorata, domenica ha smesso di vivere. L’incidente è avvenuto nella zona della spiaggia di La Enramada, nella municipalità di Adeje.  

Cosa può essere successo  

Il parapendio sul quale Cristina volava, accanto a un istruttore, ha perso stabilità e quota, precipitando a terra: l’istruttore è stato a sua volta ferito gravemente, ma non al punto da rischiare la vita, mentre la situazione della ventottenne comasca fin da subito è apparsa tragica. L’allarme è stato lanciato alle 17.20 di venerdì, contattando il 112, come segnalato dal Centro di coordinamento delle emergenze di Tenerife, isole Canarie. All’arrivo dei primi soccorritori, fra i quali un bagnino del servizio di salvataggio sulla spiaggia, la ragazza era già in arresto cardiocircolatorio, ma le manovre di rianimazione erano riuscite a farle recuperare il battito cardiaco. Una volta stabilizzata, assieme all’istruttore è stata trasferita all’Hospital Universitario. 

L'istruttore che si trovava sul biposto assieme a Cristina è rimasto gravemente ferito ma non è in pericolo di vita (immagine di repertorio)

L’arrivo dei famigliari dall’Italia 

Ma le ferite riportate da Cristina durante la caduta, erano troppo gravi: i medici sono riusciti a tenerla in vita per due giorni, fino a domenica, quando è stato dichiarato il suo decesso. L’istruttore, con ferite meno compromettenti, è stato trasferito all’Hospital del Sur di Tenerife, e poi dimesso. Nel frattempo dall’Italia sono arrivati i familiari di Cristina, che hanno autorizzato il prelievo degli organi. L’intervento, a favore di due pazienti già in lista d’attesa, è stato fatto nello stesso ospedale ieri mattina. Nel frattempo il corpo della ragazza è stato trasferito all’Istituto anatomico forense, per essere sottoposto ad autopsia, come previsto dalla procedura giudiziaria per l’inchiesta che è stata aperta per accertare le cause dell’incidente, e capire se la caduta del parapendio biposto è stata causata da un guasto o da un errore umano durante la sua conduzione: un atto dovuto per arrivare a dare una risposta certa a questa tragedia. 

I famigliari di Cristina Colturi hanno autorizzato l'espianto degli organi

Da un anno a Tenerife 

Cristina Colturi viveva a Tenerife da circa un anno, quando aveva deciso di stabilirsi alle Canarie dopo avere vissuto in diverse città europee, eletto come il luogo dove aveva ormai scelto di vivere. Lavorava negli alberghi della zona come armocromista, quella scienza che individua la palette ideale per valorizzare l’immagine personale di una persona in base al mix naturale della fisionomia: una consulenza che veniva sempre più richiesta dai turisti in vacanza sull’isola.

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