Uccise senzatetto, ex assessore condannato: come si è passati dall’eccesso colposo di legittima difesa all’omicidio volontario
Da sinistra Youns El Boussettaoui e l’ex assessore leghista di Voghera, Massimo Adriatici
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Voghera, 25 febbraio 2026 – Omicidio volontario, infine. Dopo un articolato iter giudiziario, che aveva inizialmente visto l’imputato accusato di eccesso colposo di legittima difesa, è per questo reato che ieri è stato condannato a 12 anni di carcere Massimo Adriatici, 51enne avvocato ed ex assessore leghista alla Sicurezza del comune di Voghera, per aver ucciso con un colpo di pistola il 39enne marocchino Youns El Boussetaoui, il 20 luglio 2021, nella città in provincia di Pavia.
Nella sentenza, il giudice Luigi Riganti ha disposto anche una provvisionale di 380mila euro per i familiari della parte offesa: 90mila a testa per i genitori e 50mila ciascuno per i due fratelli e le due sorelle della vittima. Loro in tutto questo tempo hanno sempre rifiutato le offerte economiche a titolo di risarcimento avanzate dall’imputato: «Il risarcimento? È un aspetto che in questo momento non ci interessa. Chiediamo solo che venga fatta giustizia», spiega la sorella Bahija. E aggiunge: «Siamo felicissimi. Non mi aspettavo una sentenza di condanna superiore alla richiesta del pm, ma non saremo davvero contenti sino a che non vedremo Adriatici entrare in carcere».
Il procuratore Fabio Napoleone aveva chiesto la condanna a 11 anni e 4 mesi di reclusione. La Corte ha comminato una pena superiore, pur non riconoscendo l’aggravante relativa alla violazione dei doveri del suo ruolo di assessore (per gli inquirenti avrebbe svolto una vera ronda armata).
La sera dell’accaduto l’allora assessore alla Sicurezza era in giro in centro a Voghera armato della sua Beretta calibro 22, legalmente detenuta, con un colpo in canna. In piazza Meardi aveva avuto una discussione con El Boussetaoui, segnalato in precedenza per comportamenti molesti. Era una persona in una condizione di fragilità.
L’alterco tra i due era degenerato, Adriatici aveva mostrato la pistola ed El Boussetaoui l’aveva colpito con una manata al viso, facendolo cadere a terra e facendogli perdere gli occhiali. A distanza ravvicinata, Adriatici aveva sparato. Il proiettile aveva colpito all’emitorace sinistro El Boussetaoui, poi morto per lo shock emorragico.
L’iter giudiziario si era aperto con l’accusa, appunto, di eccesso colposo di legittima difesa: «Noi dal primo minuto abbiamo sostenuto la tesi dell’omicidio volontario – spiegano i legali della famiglia El Boussettaoui, Marco Romagnoli e Debora Piazza -. Siamo stati profondamente soli, ma ci abbiamo sempre creduto».
Adriatici era stato portato a processo con giudizio immediato, il 6 novembre 2024 la giudice Valentina Nevoso aveva emesso un’ordinanza con la quale, ritenendo che i fatti fossero diversi da come erano stati indicati, si rimettevano gli atti alla Procura per formulare un nuovo capo d’accusa per l’ipotesi di omicidio volontario.
Quindi il nuovo processo di primo grado con giudizio abbreviato, e ieri la condanna: «La sentenza ci dice che Adriatici ha ucciso volontariamente, accoglie del tutto le nostre richieste», aggiungono i due legali, anche avvocati dei familiari di Abderrahim Mansouri, ucciso nel «bosco» di Rogoredo dal poliziotto Carmelo Cinturrino «Le due storie ci dimostrano che la giustizia deve accertare sempre i fatti e che siamo tutti uguali davanti alla legge».
Ieri Adriatici era presente alla lettura della sentenza: contattato successivamente, ha preferito non rilasciare dichiarazioni. Per il suo legale Luca Gastini la sentenza è «un fulmine a ciel sereno. I processi sono fatti di tre gradi, è sempre possibile un errore, certo in buona fede ma un errore, e lo dico con convinzione. Attendiamo di poter leggere le motivazioni. Aspettavamo un esito completamente diverso e la delusione è tanta». Adriatici potrà ricorrere in Appello.
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