La stagione della Scala: il ritorno dei Puritani, l’inedito Nixon in China e la tournée in Oriente
La “Bohème” di Giacomo Puccini
Per approfondire:
Articolo: La Turandot torna al Teatro alla Scala, Livermore: “Ho iniziato ad ascoltarla a 7 anni. Un balsamo per la voce e per l’anima”Articolo: Per la Prima della Scala 2026 ci sarà Otello. L’anno dopo? Ancora Verdi. E al Piermarini arriva Luca GuadagninoMilano, 26 marzo 2026 – Tredici titoli d’opera, di cui più della metà nuove produzioni. Quasi cento recite in totale (97 per l’esattezza) e una trasferta in Asia.
Sono i numeri più significativi della prossima stagione lirica della Scala, illustrata la scorsa settimana dal sovrintendente Fortunato Ortombina al Consiglio d’amministrazione del Piermarini e ieri pomeriggio ai delegati sindacali del teatro. Si parte, ma questo è noto da tempo, con “Otello” di Giuseppe Verdi, che il prossimo 7 dicembre segnerà il debutto sul podio da direttore musicale del sudcoreano Myung-Whun Chung, che prenderà il posto di Riccardo Chailly. Il regista Damiano Michieletto guiderà sul palcoscenico un cast impreziosito dalla presenza di Brian Jadge (già visto all’inaugurazione di due anni fa ne “La forza del destino”), Luca Salsi ed Eleonora Buratto. Il titolo “I pescatori di perle” di Georges Bizet, in coproduzione con Madrid e con la regia di Arnauld Bernard, terrà invece a battesimo l’esordio in via Filodrammatici del direttore Henrik Nànàsi.
Il direttore musicale del sudcoreano Myung-Whun Chung
Poi sarà la volta della ripresa dello spettacolo “Don Giovanni” di Wolfgang Amadeus Mozart, che aprì il cartellone 2011-12 con l’allestimento di Robert Carsen: sul podio Thomas Guggeis, nel cast il baritono Luca Micheletti e il soprano Marta Torbidoni. E arriviamo a un grande classico: la “Bohème” di Giacomo Puccini nella storica versione griffata Zeffirelli del 1963, con la direzione di Daniel Oren. Torna a Milano la regista Chiara Muti per mettere in scena “Anna Bolena” di Gaetano Donizetti: prima volta per il direttore d’orchestra Francesco Ivan Ciampa, con il tenore super star Juan Diego Florez. Riecco dopo un’assenza pluridecennale “I Puritani” di Vincenzo Bellini: la nuova produzione (una delle sette in programma) sarà affidata alla collaudata squadra capitanata da Davide Livermore; sul podio Fabio Luisi, sul palco anche il tenore Galeano Salas. E poi “The Rake’s Progress” (La carriera di un libertino) di Igor Stravinskij, opera (allestita da Casper Holten) che consentirà al maestro Chailly di proseguire la sua ricerca nel Novecento russo dopo “Una lady Macbeth del distretto di Mcensk” dell’ultimo Sant’Ambrogio.
La seconda opera diretta da Chung sarà ancora un capolavoro verdiano, “Macbeth”, con la regia già vista a Vienna di Barrie Kosky e un cast con Anastasia Bartoli, Luca Salsi, Francesco Meli e René Pape. Sei le recite del “Don Quichotte” di Jules Massenet, con Michieletto in regia e Bertrand de Billy alla direzione d’orchestra. Quindi largo a un inedito a queste latitudini: “Nixon in China” di John Adams è ispirata al viaggio che l’allora presidente degli Stati Uniti fece in Estremo Oriente nel 1972 e al suo incontro con Mao Tse-tung; l’allestimento sarà curato da Valentina Carrasco, mentre sul podio ci sarà Kent Nagano.
Una scena di “Nixon in China” nella versione del 2011 al Metropolitan
Gli ultimi tre titoli dopo l’estate: ”Leonora” di Ferdinando Paër (opera che ha ispirato il “Fidelio” di Ludwig van Beethoven) nella produzione dell’Accademia scaligera; “Il barbiere di Siviglia” di Gioachino Rossini, con la regia di Leo Muscato e la direzione di Giulio Cilona; e “Dido and Æneas” di Henry Purcell nell’allestimento del regista coreografo Marcos Morau. A settembre è al momento prevista una tournée in Corea del Sud (con l’inaugurazione della Busan Opera House nella città natale di Chung) e Giappone: l’orchestra dovrebbe eseguire “Otello” e il Requiem di Verdi.
“Lo schiaccianoci” aprirà la stagione del balletto, che include “Giselle” nella versione di Akram Kahn, il Gala Fracci, “Sogno di una notte di mezza estate” di George Balanchine, il ritorno di “Paquita” di Pierre Lacotte, un dittico con “Etude” di Morau e “The Four Seasons” di David Dawson e un trittico per il centenario di Maurice Bejart con “L’oiseau de feu”, “Boléro” e, per la prima volta alla Scala, “Serait-ce la mort ”; senza dimenticare la nuova coreografia di “Mont Ventoux”, che verrà eseguita al Piccolo Strehler e che segnerà l’inizio di una collaborazione con largo Greppi.
WhatsAppFacebookXPrint
© Riproduzione riservata
Tag dell'articolo
Teatro alla Scala