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Andrea Curti morto in uno scontro, l’addio degli amici: “L’ultima telefonata per la sua Inter”

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17.02.2026

Andrea Curti avrebbe compiuto 53 anni il 10 novembre

Milano – «Mi mancherai». «Ditemi che è il solito scherzo di un cretino». Risposta: «Purtroppo stavolta lo scherzo non l’ha fatto lui ma la vita». A poche ore dall’incidente che ha spezzato la vita di Andrea Curti, milanese di 52 anni residente a Lambrate e con una passione viscerale per l’Inter, gli amici hanno iniziato a scrivere sul suo profilo Facebook messaggi di cordoglio e affetto. Qualcuno ha sperato fino all’ultimo che fosse una burla «perché era un giocherellone», sottolinea un’amica. «Ma la realtà è che non Andrea c’è più. È una notizia terribile».

Il cinquantaduenne, che avrebbe compiuto 53 anni il prossimo 10 novembre, era in sella al suo scooter quando ieri poco dopo mezzogiorno si è scontrato con una minicar elettrica Twizy guidata da un diciottenne in via Caduti di Marcinelle, zona Rubattino. In base ai primi rilievi della polizia locale, diretta dal comandante Gianluca Mirabelli, la dueruote proveniente da via Pitteri avanzava verso via Paiardi quando all’altezza del civico 5 di via Caduti di Marcinelle ha urtato contro la parte anteriore destra del quadriciclo che stava svoltando a sinistra verso una rampa che porta ai box sotterranei di uno stabile. Il cinquantaduenne ha perso il controllo del mezzo ed è caduto violentemente sull’asfalto. Quando sul posto sono arrivate l’ambulanza e l’automedica era in stato di incoscienza ed è stato trasportato al Niguarda in condizioni disperate. Poco dopo l’arrivo al pronto soccorso, è morto. Anche il conducente della Twizy è stato soccorso e ricoverato in codice verde al Fatebenefratelli.

Gli agenti del Radiomobile della polizia locale sono al lavoro per ricostruire la dinamica esatta anche con l’aiuto delle telecamere della zona ed accertare le responsabilità: stando alle prime informazioni, ancora da confermare, la minicar avrebbe tagliato la strada allo scooter che arrivava dalla direzione opposta. Sulla parte posteriore della Twizy c’è il cartello con la “P” che indica un neopatentato alla guida e, secondo gli accertamenti, il diciottenne al volante è titolare di foglio rosa. Altro elemento emerso è che lo scooter guidato dal cinquantaduenne era stato sottoposto a sequestro lo scorso 2 febbraio perché sprovvisto di assicurazione.

Tra gli amici, c’è chi racconta che Andrea lavorava come fattorino e che si è sempre dato da fare anche con occupazioni saltuarie. Da ragazzo aveva frequentato l’istituto alberghiero Vespucci e «non è mai stato con le mani in mano». Al momento non sarebbe stato legato a nessuno sentimentalmente: dopo storie d’amore «burrascose», spiegano sempre i conoscenti, era tornato a vivere insieme ai genitori nella casa di famiglia a Lambrate. Il suo «buon umore contagioso» è evidenziato da tanti. «L’ultima volta – racconta una sua amica – ci siamo sentiti domenica, il giorno dopo la partita Inter-Juve. Io e Andrea eravamo legati dalla passione per l’Inter e lui non aveva perso occasione per prendere in giro il mio compagno juventino che partecipava alla conversazione. Ricorderò la sua felicità». L’Inter è il leit motiv dei suoi profili social: anche le foto di presentazione e di copertina sono a tema nerazzurro. E poi abbondano video di partite, articoli sportivi, suoi commenti dopo ogni incontro. Adesso restano i ricordi degli amici, mescolati alle lacrime. «Cacchio Andre, non si fa così – uno dei commenti –. Che la terra ti sia lieve».

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