Operazione ripopolamento: nel lago d’Iseo nuotano 5 milioni di piccoli coregoni in più
Uno dei “naecc” utilizzati per l’operazione di ripopolamento
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Clusane d’Iseo, 16 febbraio 2026 – Dai giorni scorsi, nelle acque del lago d’Iseo, nuotano 5 milioni di avannotti di coregone in più. Molti diventeranno adulti e alcuni, tra almeno un paio di anni, potranno essere pescati. Mercoledì, giovedì e venerdì scorso gli addetti della Cooperativa Fra Pescatori di Clusane Sul Lago, gli agenti del nucleo ittico venatorio della Polizia Provinciale di Brescia e i tecnici della società Habitat 2.0 Studio Tecnico Associato hanno seminato, in più fasi, le larve allevate nell’incubatoio ittico di Clusane d’Iseo.
«Tra il 15 e il 26 dicembre, giorno di Natale compreso – spiega Ciano Barbieri, portavoce della cooperativa clusanese e pescatore di professione – abbiamo spremuto coregoni maschie e femmine. Poi, per un mese e mezzo, con gli addetti della società e della provincia, che ringraziamo per la fiducia che ci hanno dato e per lo sforzo che stanno facendo per ripopolare il lago, abbiamo allevato i piccoli, che in questo periodo sono denominati larve. La scorsa settimana li abbiamo prelevati dagli speciali contenitori alimentati con acqua del Sebino e li abbiamo portati verso le zone che sono considerate migliori per la sopravvivenza, ovvero fondali bassi, aree in cui ci sono spiaggette e protezioni dai predatori in acqua e dal cielo».
Le imbarcazioni utilizzate sono state quattro: la pilotina della Polizia Provinciale e tre “Naecc“: le barche di legno utilizzate dai pescatori di professione del lago d’Iseo. I pesciolini sono stati immessi in acqua a Predore, Monte Isola e Iseo, nella zona delle Lamette delle Torbiere del Sebino. La speranza è che la maggior parte di loro sopravviva.
«Per noi pescatori le campagne ittiogeniche sono fondamentali – sottolinea Ciano Barbieri – Sia per il nostro lavoro sia, soprattutto, per il benessere del nostro amato lago».
Dal 15 dicembre scorso, intanto, è aperta la pesca al coregone. «In media, in questo periodo – conclude Barbieri – peschiamo una decina di chili tra coregoni, agoni, lucci e pesci persico. Poi li vendiamo ai ristoranti e nel negozio della Cooperativa, sul lungolago di Clusane. Il lavoro è tanto e la resa è bassa. Anche per questo ci impegniamo per ripopolare il Sebino e le sue acque».
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