Rozzano, una nuova baraccopoli nell’area già sgomberata. “Ci vivono almeno 12 persone e ci sono anche dei bambini”
Le baracche abusive spuntate su un’area privata del comune di Rozzano
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Rozzano, 19 febbraio 2026 – Un villaggio abusivo con una decina di baracche e casette prive di qua lsiasi servizio, dove è stata segnalata anche la presenza di una bambina. Nel villaggio vivono almeno una dozzina di persone, ma potrebbero essere molte di più. Quest’area è la stessa che era stata sgomberata almeno in due occasioni, alcuni mesi fa, e dove erano stati rinvenuti quintali di rame sguainato (poi restituito alla proprietà). Le guaine che avrebbero dovuto essere rimosse sono ancora oggi sparse sul terreno. Non è escluso che nei prossimi giorni l’area venga nuovamente sgomberata.
A caccia di rame e metalli
Le persone che vivono lì si mantengono raccogliendo metalli in giro: rubandoli alla piattaforma ecologica, nelle aziende che producono cavi o direttamente dagli impianti, come quello della ciclopedonale Pieve–Humanitas, ormai al buio da mesi. Si tratta di un’area completamente abbandonata. Vi si accede da una stradina dove basterebbe installare due paletti e una catena per impedire tutto ciò, dato che è una strada di servizio collegata all’area di servizio sulla tangenziale ovest.
La terza baraccopoli in pochi mesi
Questa è la terza baraccopoli realizzata nel giro di pochi mesi, e questa volta è ancora più grande. In due casi è già stata sgomberata, ma a nulla è servito, perché la strada d’accesso è sempre aperta e la zona è poco visibile e ben nascosta. "Purtroppo abbiamo notato anche la presenza di alcuni bambini, sicuramente una bambina. Inoltre è risaputo che in quest’area operano bande specializzate nel furto di metalli – spiegano le sentinelle del Verde –. Solo pochi mesi fa era stato recuperato un ingente quantitativo di rame r ubato in un’azienda del settore; erano intervenuti anche la polizia locale di Rozzano e il titolare dell’azienda, che ha recuperato il rame ma ha lasciato nei campi quintali di guaine, quelle che rivestivano i cavi, e nessuno le ha mai rimosse. Qui cresce l’immondizia, cresce l’illegalità e poi ci lamentiamo che nel sud Milano ci sono continui furti di metalli. Basterebbe chiudere l’accesso".
Un terreno che secondo il Comune è privato nonostante la polizia locale sia intervenuta diverse volte. Abbiamo provato ad avvicinarci all’accampamento, ma sulla strada era presente un furgone con a bordo delle persone che non gradivano la nostra presenza.
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