Meloni e la crisi mondiale: “Colpa dell’attacco russo”. E fa quadrato su Crosetto
Due navi da crociera della Celestyal e la 'Mein Schiff 5' della TUI sono attraccate al terminal vicino al vecchio porto di Doha, in Qatar
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Ma la premier Giorgia Meloni, in un’intervista al Tg5, tradisce anche un certo rammarico per il fatto che “Stati Uniti e Israele hanno deciso di attaccare senza il coinvolgimento dei partner europei”. E, sul timore di un’eventuale ripresa del terrorismo islamista, la presidente del Consiglio assicura: “Non si può mai abbassare la guardia”.
“Nessun Paese europeo avvertito degli attachi di Usa e Israele”
Poco prima in Parlamento era andata in scena l’audizione, davanti alle Commissioni congiunte Esteri e Difesa di Camera e Senato, del titolare della Farnesina, Antonio Tajani, e del ministro della Difesa, Guido Crosetto, proprio sull’attacco all’Iran condotto da Stati Uniti e Israele.
Un’occasione di confronto sfociata presto in scontro con le opposizioni. Un po’ per il ruolo dell’Italia nei bombardamenti, informata dell’offensiva solo ai primi ordigni sganciati dai jet alleati; un po’ per le vacanze di Crosetto a Dubai, quando era più che nell’aria l’ipotesi di un’incursione su Teheran a stretto giro.
“Nessun Paese europeo, né occidentale, né arabo ha ricevuto alcuna informazione dei raid se non quando gli aerei sono stati in volo”, tocca al ministro della Difesa fare muro contro gli attacchi sull’irrilevanza internazionale dell’Italia, nonostante l’amicizia rivendicata dalla premier con Donald Trump. Usa e Israele “hanno deciso attacchi in autonomia e riservatezza”, sintetizza Tajani come a voler sgonfiare la polemica sul mancato coinvolgimento di Roma nella genesi dell’offensiva.
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In Parlamento si scatena la bagarre
Ma non basta e in Parlamento si scatena la bagarre fra lo stesso titolare degli Esteri e l’ex premier Antonio Conte. “A me Trump non mi ha mai chiamato Tony, Anthony – il clima si surriscalda e la seduta rischia di essere sospesa –. A lei la chiamava Giuseppi, quindi un rapporto di particolare amicizia ce l’aveva lei”. La replica del leader 5 Stelle non si fa attendere: “Il problema è che non vi chiama proprio se non per firmare accordi su accordi insostenibili e darvi un cappellino in mano”.
Incalzato sul suo viaggio a Dubai, Crosetto è costretto a una mezza scusa anche per fugare gli imbarazzi nell’esecutivo. La stessa premier era rimasta sorpresa per la sua assenza in Italia sabato sera durante il vertice convocato d’urgenza sulla crisi iraniana. “Avevo deciso, magari sbagliando, di concedermi un periodo di ferie, abbinandolo ad alcuni impegni istituzionali – è la giustificazione –. È una valutazione che ho fatto io, non da solo. Rimanere bloccato è stata una mia scelta. Ma ho scelto di restare a Dubai, avrò sbagliato come ministro e chiedo scusa, perché avevo i miei due figli e volevo stare lì”.
Tajani de visu lo difende dopo che l’altro ieri aveva dichiarato di non sapere nulla del suo viaggio e di augurarsi che “ritorni presto, abbiamo bisogno di lui”. Meloni nell’intervista chiude il caso interno: “Crosetto non ha mai smesso di fare il suo lavoro”.
L’informativa si conclude con le opposizioni insoddisfatte al punto da chiedere che sia la premier a chiarire posizione e linea del governo sull’offensiva in Iran. “Chiedo un’informativa della presidente del Consiglio – incalza la segretaria del Pd, Elly Schlein –. Per le implicazioni politiche c’è bisogno di una parola chiara in Parlamento”.
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