menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Nuove metropolitane: lavori al via per la M1 a Baggio (i cantieri dureranno 6 anni). Per la M5 a Monza? Stallo tecnico

18 9
17.02.2026

Obiettivo M1 a Baggio

Articolo: Prolungamento del metrò lilla, il piano B degli ambientalisti: “Tagliare stazioni per risparmiare”

Articolo: Un hub intermodale. Lo scalo centrale diventa Porta Nord

Articolo: Metropolitana M5 e iI fondi bloccati a Roma. Appello ai ministri: febbraio ultima spiaggia

Milano – Per il prolungamento della Metropolitana 1 fino al quartiere di Baggio scocca l’ora dell’apertura dei cantieri, dell’avvio dei lavori. Per il prolungamento della Metropolitana 5 fino a Monza, invece, si sta ancora attendendo che sia formalizzato e ufficializzato il dirottamento dei fondi da un altro prolungamento, quello della Metropolitana 4 a Segrate, invece rimandato a data da destinarsi. Tre progetti diversi in tre fasi diverse. E tre sono anche le nuove fermate della M1 che si snoderanno dal capolinea attuale di Bisceglie: quella di Parri-Valsesia, quella di Baggio e quella al quartiere degli Olmi, in via degli Ulivi, immediatamente a ridosso del campo sportivo dell’AICS Olmi. In tutto 3,3 chilometri di tracciato. Proprio in questi giorni sono partite le operazioni preliminari alla cantierizzazione vera a propria e nelle prossime settimane i lavori entreranno nel vivo.

M1 a Baggio: un’opera da 2.300 giorni di lavoro

Per l’ultimazione di tutte le opere ci vorranno 2.300 giorni di lavoro, poco più di 6 anni: bisognerà attendere il 2032-2033. Queste le previsioni attuali.Nel frattempo l’importo complessivo per la realizzazione del nuovo tracciato e del nuovo deposito dei treni è salito a 398 milioni di euro, 40 milioni in più rispetto al progetto di fattibilità approvato a dicembre del 2020. Un aumento dovuto ad una serie di modifiche introdotte durante la Conferenza dei servizi e che riguardano, tra l’altro, le migliorie apportate alle sistemazioni superficiali, in particolare in corrispondenza delle tre nuove stazioni. Alla stazione Parri, ad esempio, è stata prevista una nuova uscita a sud, che si aggiunge a quella a nord, verso il quartiere Valsesia, permettendo così il collegamento diretto al quartiere Mengoni. Le previsioni sull’avvio dei lavori per questo prolungamento sono cambiate più volte in questi anni, complice il fatto che nel 2024 una prima gara è andata quasi deserta: vi aveva partecipato un solo operatore ma con un’offerta che Palazzo Marino non ha ritenuto adeguata. Ora, come detto, ci siamo. Ad aggiudicarsi i lavori è stato, infine, il Raggruppamento Temporaneo di Imprese guidato da Eteria Consorzio Stabile Scarl, con consorziate Vianini Lavori Spa, Itinera Spa, I.CO.P. Spa, C.M.B. Società Cooperativa e Ghella Spa.

Quanto al prolungamento della Metropolitana 5 fino a Monza, la situazione è attualmente ferma per questioni meramente tecniche. Come noto, per trasporre dalla carta millimetrata alla realtà il collegamento tra i due capoluoghi di provincia, il primo in Italia, era necessario reperire 589 milioni di euro a copertura degli extracosti e alla fine li sì è trovati grazie alla scelta di utilizzare oltre 400 milioni di euro inizialmente stanziati per il prolungamento della M4, la linea Blu, dall’attuale capolinea di Linate fino a Segrate. In aggiunta il Governo ha poi garantito altri 100 milioni di euro, mentre Regione Lombardia ha contribuito con 20 milioni di euro extra. Per via della nuova procedura seguita a livello ministeriale, il trasferimento dei fondi da un’opera all’altra, però, non è più automatico. Al contrario, per poter riutilizzare le risorse desintate ad opere alle quali si intende rinunciare bisogna aspettare che scadano i termini inizialmente previsti per la stipula delle Obbligazioni Giuridicamente Vincolanti (OGV). Scaduti tali termini, occorre un atto formale di revoca dei fondi e un secondo atto formale, stavolta per la riassegnazione degli stessi ad una nuova opera. Lo stallo intorno al prolungamnento della M5 a Monza è quindi generato dalla necessità di rispettare questo iter e le relative scadenza. Non ci sarebbero, invece, ripensamenti politici sul dirottamento dei fondi da un prolungamento all’altro, da quello della M4 a quello della M5. L’ultima nota, al capitolo metropolitane, è proprio per la M4: è in corso un braccio di ferro tra il Comune e i costruttori. Il primo chiede ai secondi 60 milioni di euro di penali per aver ultimato la linea in ritardo, mentre i secondi chiedono al primo 210 milioni di euro di extracosti.

© Riproduzione riservata


© Il Giorno