Stefano Binda e i 212mila euro di risarcimento per ingiusta detenzione. Le agende, le frasi, gli appunti e quella “doppia imprudenza”
Stefano Binda assolto per l'omicidio di Lidia Macchi
Per approfondire:
Articolo: Delitto Lidia Macchi, Corte d’Appello: “A Stefano Binda 212mila euro per ingiusta detenzione”Articolo: Stefano Binda, 1286 giorni in carcere da innocente. “Devo essere risarcito, continuerò a lottare”Articolo: Lidia Macchi avrebbe 60 anni oggi. La lettera della sorella Stefania: “Chissà se saresti diventata magistrato come sognavi”Ricevi le notizie de Il Giorno su Google
SeguiciVarese, 26 settembre 2026 – Dal materiale sequestrato (agende, appunti diari), così come dal suo comportamento negli interrogatori non emergono profili colposi da parte di Stefano Binda. Con una sola eccezione, ritenuta di ''colpa lieve''. In quaranta pagine il consigliere estensore Giuseppina Barbara motiva l'ordinanza della quinta sezione penale della Corte d'appello di Milano che ha riconosciuto a Binda un risarcimento di 212.294,16 euro per i tre anni e mezzo di ingiusta detenzione prima di essere assolto con formula piena per non avere commesso il fatto dall'accusa di essere l'assassino di Lidia Macchi. La studentessa varesina scomparve la sera del 5 gennaio 1987. Il suo corpo, straziato da ventinove coltellate, venne ritrovato la mattina del 7, in una zona boschiva e solitaria, nei pressi di Cittiglio.
La studentessa Lidia Macchi, aveva 21 anni
L’agenda del 1987
Le pagine mancanti. L'unica agenda del 1987 prive delle pagine dei giorni 5,6, 7, 8 (i giorni dell'omicidio e del ritrovamento del cadavere) è un'agenda beige di una ditta di Busto Arsizio. Se la si osserva, è possibile rendersi conto che sia le pagine precedenti sia quelle successive sono state interamente compilate con un testo in lingua inglese su autori letterari, in........
