menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Pianura Padana in silenzio, l’agricoltura intensiva ha cacciato l’avifauna: dall’allodola al cardellino sedici specie a rischio

9 0
27.02.2026

Allodola, a sinistra, e cardellino sono a rischio scomparsa in Lombardia

Per approfondire:

Articolo: Agrivoltaico troppi progetti. Il caso a RomaArticolo: Galline, pollice verso di Pavia. No all’allevamento intensivoArticolo: Lo studio del Cnr: irrigare fa bene alle falde acquifere (ma occhio ai fiumi...)

Milano, 27 febbraio 2026-  Pianura sempre più silenziosa: in 25 anni, la Pianura Padana ha perso la metà della sua avifauna agricola. A confermarlo è l’ultimo monitoraggio condotto dalla Lipu nell’ambito del progetto del Farmland Bird Index, ossia l’indicatore che descrive l’andamento delle popolazioni degli uccelli delle aree agricole italiane, finanziato dal ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste nell’ambito della Rete nazionale della Pac.

Declino della biodiversità avicola

«Di fronte ai dati drammatici del nuovo Farmland bird index, che confermano il trend negativo in atto da molti anni – dichiara Roberta Righini, coordinatrice Fbi per la Lipu –, il nuovo Regolamento europeo per il Ripristino della natura rappresenta un’importante opportunità per invertire la tendenza al declino degli uccelli degli ambienti agricoli. In particolare gli articoli 10 e 11 prevedono misure per migliorare la diversità degli impollinatori e la messa in campo di pratiche ‘agroecologiche’ per rafforzare la biodiversità degli ecosistemi agricoli».

La situazione in Lombardia

Entrando nel dettaglio della Lombardia, sulle 22 specie degli ambienti agricoli individuate per il calcolo del Farmland Bird Index, ben 16 sono in declino, ovvero il 72,7% di quelle utilizzate per il calcolo dell’indice regionale.

Le specie in “declino forte” sono allodola, saltimpalo e cardellino: si tratta di Passeriformi con caratteristiche ecologiche anche abbastanza differenti ma tutte comunque legate a spazi aperti di diverso tipo e che beneficiano della presenza di aree a prato, pascolo o di incolti. Queste specie hanno fatto registrare una perdita media di valore dell’indice di popolazione superiore addirittura all’85%. La situazione più critica è quella del saltimpalo, specie di cui è stato rilevato nuovamente un individuo nel 2025 dopo che la specie era risultata assente nella banca dati regionale per ben tre anni.

Valutazione delle altre specie

Per le 13 specie in ” la situazione non è, a dire il vero, migliore: mediamente i loro indici di popolazione hanno perso oltre la metà del valore inziale. «Il Farmland Bird Index regionale evidenzia in maniera inequivocabile la profonda crisi della biodiversità che accompagna lo sviluppo del comparto agricolo in Lombardia, dove, più che in altri contesti, l’agricoltura ha intrapreso la strada di una massiccia intensificazione» si legge nel rapporto Lipu-Rete Pac.

Una Banca dati rilevante

La banca dati regionale è una delle migliori del panorama nazionale, frutto di un’attenta pianificazione e del fondamentale supporto economico fornito al progetto di monitoraggio fin dal suo inizio da parte dell’amministrazione regionale. La sfida è, però, tradurre questi dati in azioni concrete sul campo.

Conclusioni degli esperti

«È evidente – spiegano gli autori – che le misure agro-climatico-ambientali implementate sul territorio regionale non siano in grado di contrastare il declino della biodiversità legata ai sistemi agricoli. Non è un fenomeno esclusivo della Lombardia, ma che è sicuramente condiviso con le principali regioni della Pianura Padana, area dove alcuni dei fattori alla base della crisi ambientale, quali intensificazione delle pratiche agronomiche, semplificazione del paesaggio agrario e continuo consumo di suolo fertile, agiscono in maniera particolarmente intensa. Proprio in questi contesti di maggiore criticità è quanto mai urgente iniziare un percorso di rinnovamento del comparto agricolo che, pur tenendo conto delle istanze economiche legate all’attività agricola, garantisca standard di qualità ambientale e di conservazione della biodiversità molto maggiori di quelli attualmente esistenti».

WhatsAppFacebookXPrint

© Riproduzione riservata

Tag dell'articolo

AgricolturaAmbienteUnione Europea


© Il Giorno