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Il Monte Rosa restituisce il corpo di Rodolfo Franguelli. Gallarate piange un uomo innamorato delle vette

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04.03.2026

Rodolfo Franguelli, l'alpinista precipitato in un crepaccio

Per approfondire:

Articolo: Morto in un crepaccio sul monte Rosa: recuperato il corpo del gallaratese Rodolfo FranguelliArticolo: Precipitato nel crepaccio. Il recupero del disperso bloccato dal maltempoArticolo: Precipita in un crepaccio sul Monte Rosa a 4mila metri d’altezza: muore a 61 anni l’escursionista gallaratese Rodolfo Franguelli

Gallarate (Varese) – Il Monte Rosa lo aveva inghiottito a quattromila metri di quota. Ieri, dopo giorni di attesa angosciosa e operazioni rese impossibili dal maltempo, il corpo di Rodolfo Franguelli, 61 anni, di Gallarate, è stato recuperato.

L’incidente sul versante valdostano del massiccio

L’incidente era avvenuto sabato scorso sul versante valdostano del massiccio, sotto la Punta Vincent, una delle cime simbolo dello scialpinismo alpino. Franguelli stava affrontando la salita insieme ad altri alpinisti quando, all’improvviso, il ghiacciaio si è trasformato in trappola. Un crepaccio nascosto dalla neve ha ceduto sotto il suo peso, trascinandolo nel vuoto per una trentina di metri. Una caduta verticale, dentro una fenditura di ghiaccio stretta, profonda, buia. Con lui erano precipitati nella spaccatura anche un italiano di 28 anni e un francese di 30, rimasti feriti ma non in modo grave. I due sono stati soccorsi e portati in salvo nelle ore immediatamente successive, ma per Franguelli la situazione è apparsa fin da subito drammatica. La profondità della caduta e le condizioni estreme del luogo hanno reso ogni tentativo di intervento un’impresa al limite.

Le operazioni di recupero

Nei giorni successivi le operazioni di recupero sono state ostacolate da condizioni meteo proibitive: vento forte, nevicate, visibilità ridotta. A quattromila metri ogni intervento richiede precisione assoluta e una finestra di stabilità che, per diverse ore, non si è aperta. I tecnici del Soccorso alpino valdostano e i militari della Guardia di Finanza hanno monitorato costantemente la situazione, pronti a intervenire non appena le condizioni lo avessero consentito. Quando finalmente il tempo lo ha permesso, le squadre si sono calate nel crepaccio con tecniche alpinistiche avanzate, predisponendo ancoraggi sulla superficie del ghiacciaio e lavorando sospese nel vuoto, tra pareti di ghiaccio instabili e temperature rigidissime. Un’operazione complessa, lenta, carica di tensione. Ogni movimento doveva essere calcolato per evitare ulteriori cedimenti del manto nevoso. Franguelli era conosciuto a Gallarate come grande appassionato di montagna, uomo esperto e innamorato delle vette.

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