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Urbanistica, Torre Milano: "Scia fantasiosa e diabolica inventata dai dirigenti per bypassare le regole"

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17.03.2026

Al via ieri la prima requisitoria della maxi inchiesta sulle presunte irregolarità. La pm Marina Petruzzella ha parlato per oltre quattro ore e finirà il 2 aprile. Per la Procura le regole sarebbero state trattate "come semplici orpelli".

Per approfondire:

Articolo: Bosconavigli, si apre il processo a carico di BoeriArticolo: Le inchieste non fermano l’edilizia a Milano: nel 2025 profitti top per i costruttori e record di assunzioniArticolo: Torre Milano e la prassi degli abusi edilizi: “L’interesse pubblico? Mai considerato. Solo favori agli imprenditori”

Milano – Le "regole trattate come orpelli" e l’uso illecito di una "fantasiosa e diabolica Scia", cioè di un’autocertificazione, un "titolo edilizio inesistente nell’ordinamento", invece che un permesso di costruire "convenzionato" e con un piano attuativo previsto per le nuove costruzioni. E ancora, la descrizione di "un grattacielo di oltre 80 metri, di 24 piani, che sarebbe stato spacciato per ristrutturazione". Una requisitoria lunga settanta pagine divisa in due atti, già fissata l’udienza del 2 aprile per il termine e la richiesta di pena, è iniziata ieri, durata oltre quattro ore, in cui la pm Marina Petruzzella, ha illustrato uno dei tanti procedimenti sulla gestione urbanistica della città, quello sul caso della Torre Milano di via Stresa. 

Il processo 

Nel processo sono imputati Giovanni Oggioni, ex direttore dello Sportello unico edilizia del Comune ed ex vicepresidente della Commissione paesaggio, e altre sette persone, tra imprenditori, tecnici e funzionari di Palazzo Marino, per abuso edilizio e lottizzazione abusiva. Con la realizzazione della Torre Milano, grattacielo di via Stresa, "una nuova costruzione spacciata per ristrutturazione e costruita con un atto illegittimo - spiega Petruzzella - non fu minimamente preso in considerazione l’interesse pubblico, ma la scelta architettonica fu solo quella di favorire l’imprenditore, senza alcun vantaggio per la comunità, ma anzi con un danno". La pm Marina Petruzzella ha parlato di uno degli elementi "chiave" delle contestazioni, quella "determina dirigenziale" che fu firmata nel 2018 da Oggioni e dall’altro ex dirigente comunale imputato, Franco Zinna.

La pm Marina Petruzzella

Pm: “Macroscopiche violazioni” delle norme morfologiche

Una "determina" che, non solo per la Torre Milano ma anche per altri progetti su cui i pm hanno indagato, "ha introdotto questa prassi di una generalizzata deroga alle norme morfologiche, violate, e ha creato così guasti urbanistici, anche sulle monetizzazioni", ossia i soldi dovuti come oneri di urbanizzazione dagli imprenditori, calcolati al ribasso. In generale una prassi illegale, secondo la pm, che "è andata contro l’interesse pubblico, causando guai seri al territorio". Petruzzella ha poi elencato quelle "macroscopiche violazioni" delle norme morfologiche e ha descritto come la Commissione paesaggio con "un triplo salto mortale" arrivò a cambiare le sue valutazioni su quell’intervento per tirare su il grattacielo. Per la procura i dirigenti comunali milanesi "inventarono la Scia con atto d’obbligo" per bypassare i necessari piani attuativi.

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