Hydra, processo alla mafia lombarda: il nuovo pentito Gioacchino Amico contro i boss al Nord, “in libertà c’è gente molto feroce”
Il presidio di ieri di fronte all’aula bunker, nei pressi del carcere di San Vittore, delle associazioni antimafia lombarde
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Il pranzo "vertice" fra boss dei clan infiltrati in Lombardia ripreso a loro insaputa
"Immanente mafiosità”
Il “concetto nuovo” uscito da questa difficile e articolata inchiesta è “l’immanente mafiosità”, spiegata bene già in udienza abbreviata dalla pm Alessandra Cerreti che ha condotto le indagini insieme a Rosario Ferracane con il capo della procura Marcello Viola: “Non è mafia nuova né mafia delocalizzata, ma un’associazione mafiosa – così la pm Cerreti – alla quale aderiscono rappresentanti delle tre mafie sul territorio lombardo che hanno deciso di mettersi insieme per fare business. Ognuno esplica la sua capacità mafiosa sulla base dell’appartenenza, ma l’unione aumenta la pericolosità”.
A destra, il boss del clan camorristico "Senese" Gioacchino Amico
Il campo largo del business
E rafforza il ’campo largo’ del business. Davanti ai giudici dell’ottava penale sono imputati, tra gli altri, nomi di spicco come Paolo Aurelio Errante Parrino, parente di Matteo Messina Denaro, detenuto al 41bis che sarebbe stato al vertice del mandamento di Cosa Nostra, Gioacchino Amico, vertice del “sistema mafioso lombardo” per conto della Camorra del clan dei Senese. E ancora Santo Crea, boss della ‘ndrangheta, e Giancarlo Vestiti, “luogotenente” della camorra.
Il boss Errante Parrino, punto di riferimento in Lombardia, del boss mafioso Matteo Messina Denaro
Il commerciante di frutta e verdura
E c’è un nuovo pentito e neo collaboratore. Alla fine dell’udienza ha preso la parola la pm Cerreti spiegando di aver depositato “copia dell’interrogatorio del 3 febbraio scorso” di Gioacchino Amico, 40 anni, commerciante di frutta e verdura oltre al “verbale del neo collaboratore di giustizia Bernardo Pace del 19 febbraio”, morto in carcere a Torino lunedì pomeriggio. Amico avrebbe preso parte a molti summit, in cui si incontravano gli esponenti delle tre mafie in Lombardia.
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Il “gruppo Senese”
Amico sarebbe stato al vertice del “gruppo Senese”, collegato alla “omonima famiglia” attiva a Roma con a capo Michele Senese (non imputato a Milano), legato alla camorra napoletana. Il boss Amico ha messo a verbale: “(...) sono perfettamente a conoscenza dei vari tentativi di uccidermi e la mia scelta di collaborare è tesa a garantire anche la mia incolumità, lo posso fare soltanto cambiando vita”. Ha poi ammesso di aver fatto parte del “sistema mafioso lombardo”, composto delle tre mafie. “C’è gente in libertà, che è molto feroce (...) in grado di infiltrarsi ovunque (...) infiltrarsi in politica (...). Il mio dovere morale è anche di fermare queste persone”, ha affermato il 40enne, libero dopo l’arresto nel 2023 che ora vive in una località protetta.
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