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Smog, faro dei pm sulle misure. La denuncia dell’associazione: “Inerzia e strage silenziosa”

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21.04.2026

le emissioni

Per approfondire:

Articolo: Scarichi illegali, morie di pesci, inquinanti nell’aria: il territorio lombardo sotto attacco continuo. Nel 2025 record di segnalazioni e denunceArticolo: Tangenziale Nord: ci siamo. Il sogno anti smog è quasi realtà : "Stop al traffico di passaggio"Articolo: L’osservatorio ambientalista: "Nuovi poli produttivi e depositi generatori di traffico e smog"

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Milano – L’indagine della Procura di Milano è stata aperta sulla base di un dettagliato esposto di 61 pagine dell’associazione Cittadini per l’Aria che denuncia il “ritardo strutturale delle politiche regionali” per il contenimento dell’inquinamento atmosferico in Lombardia, citando studi sugli effetti sulla salute umana “indicativi di una strage silenziosa di inermi cittadini”. Un impatto “dell’aria sporca” che riguarda “non solo la mortalità prematura ma un enorme incidenza di malattia, anni di vita persi, inabilità alle ordinarie funzioni, giorni di lavoro e scuola persi, ridotte prospettive e opportunità di vita”, di fronte a dati allarmanti registrati negli ultimi anni a Milano e nella Pianura Padana. Per eventuali accertamenti è stato aperto quindi un fascicolo d’inchiesta a carico di ignoti, che al momento ipotizza il reato di omissione di atti d’ufficio.  

I precedenti

Non è la prima volta che una presunta inerzia delle autorità nel contenimento dello smog finisce al centro di indagini, da Palermo a Torino. L’ultimo caso, quello torinese, si è chiuso l’anno scorso con il proscioglimento di sette amministratori, fra cui il l’ex presidente della Regione Sergio Chiamparino e gli ex sindaci Piero Fassino e Chiara Appendino, accusati di inquinamento ambientale colposo.

“I danni provocati dall’inquinamento sono noti” 

“I danni provocati dall’inquinamento sono noti, e sono riportati anche in uno studio dell’Ats allegato all’esposto – spiega Gloria Pellone, coordinatrice di Cittadini per l’Aria –. Non siamo di fronte a un’emergenza improvvisa, ma a un problema noto da decenni. Le istituzioni avevano dati, strumenti e indicazioni precise su cosa fare. Eppure le azioni sono state rinviate, tardive o incomplete. Nel frattempo milioni di cittadini hanno continuato a respirare aria inquinata, ad ammalarsi e morire”.

Smog a Milano

L’esposto

L’esposto, depositato in Procura lo scorso 24 settembre e corroborato da più recenti memorie, mette sotto accusa anche il sistema di deroghe che consente ai “proprietari di veicoli diesel Euro 0,1,2, 3 e di quelli successivamente sottoposti a limitazioni (...) di continuare a circolare nelle aree più inquinate della Regione” vanificando quindi le misure di limitazione alla circolazione delle auto più inquinanti.  Chiedono quindi di “accertare se le condotte inadeguate e/o omissive tenute dalle autorità regionali lombarde nella gestione della qualità dell’aria integrino il reato di inquinamento ambientale colposo”, anche alla luce delle condanne della Corte di Giustizia dell’Ue per il superamento dei limiti di PM10 e biossido di azoto, che hanno riguardato anche la Lombardia. “La rilevanza penale della vicenda – sottolinea l’avvocato Marino Careglio, che assiste Cittadini per l’Aria – appare configurabile alla luce dei reati ambientali introdotti nell’ordinamento nel 2015, tra cui il reato di inquinamento ambientale colposo, il quale prevede una specifica tutela giuridica penale anche della qualità dell’aria”.

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