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Non bisogna nascondere la malattia

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04.07.2026

Caro direttore, mi firmo per intero, ma lei usi una sigla, B.R. Ho 79 anni e da poco ho scoperto di avere un cancro. Ho visto Clemente Mastella annunciarlo in pubblico, chiedendo preghiere, e ho visto tg e giornali occuparsene con rispetto. Mi ha colpito, quasi ferito, perché ho percepito una distanza enorme tra il suo modo di affrontare la malattia e il mio. Lui ha trovato la forza di esporsi, di condividere il dolore con tutti, trasformandolo in qualcosa di collettivo, quasi pubblico. Io invece mi sento incapace di fare lo stesso: non riesco

a dirlo ai miei figli, non voglio diventare un malato da compatire, non voglio quegli sguardi umidi che fanno più male della diagnosi. Hanno già problemi loro, forse più seri dei miei. Temo anche una certa indifferenza, salvo le lacrime di mia moglie, che mi spezzerebbero. Vedere Mastella parlare apertamente mi ha fatto sentire ancora più solo, come se il mio silenzio fosse una forma di debolezza o di vergogna. Lei, direttore, lo disse senza girarci intorno, quando parlò della sua malattia. Io non so se ho questo coraggio. Si deve dire? O è meglio

tacere e portarselo addosso da soli, fingendo di essere ancora intero mentre dentro si è già diventati una notizia riservata?

lei mi pone una domanda che........

© Il Giornale