Leggere Auden nella Pietroburgo dei soviet
“Ciò che la memoria ha in comune con l’arte è il dono della scelta, il gusto del particolare. Questa osservazione potrà sembrare lusinghiera per l’arte, ma per la memoria dovrebbe suonare offensiva. L’offesa, comunque, è ben meritata. La memoria infatti contiene solo particolari non il quadro completo”. Questa citazione la riprendo dall’ultimo libro letto: Fuga da Bisanzio di Iosif Brodskij (Adelphi, 1987). E parto proprio da questa citazione per segnalare il motivo per cui anche questo titolo può far parte di quelle selettive biblioteche domestiche che contengono soltanto libri che possono superare la prova della seconda lettura.
Come sappiamo, Brodskij è uno dei principali poeti e letterati russi del Novecento. Tanto che arrivò alla fama internazionale con due premi conseguiti nell’arco di un biennio (National Book Critics Circle 1986 e premio Nobel 1987). Il libro l’ho ripescato dal mio ultimo trasloco. Mi sono accorto che faceva parte di quella grande messe di volumi che hanno nel tempo soddisfatto soltanto la prima fase della mia curiosità (quella che si supera in libreria). Non lo avevo mai letto e il trasloco me l’ha riproposto. Ho pensato che con ogni probabilità l’avessi acquistato........
