L'attacco politico della stampa British
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C'è un vecchio vizio a Canary Wharf, dove ha sede il Financial Times: quando fa comodo, scambiare il termometro per la febbre. Così giovedì il quotidiano londinese ha deciso di misurare l'Italia di Giorgia Meloni come fosse un laboratorio isolato, dimenticando che l'economia europea è entrata in una frenata sincronizzata e che il motore tedesco quello a cui siamo agganciati per export, filiere produttive e meccanica tossisce da mesi. Ma si sa: quando la Germania rallenta, per il FT è congiuntura; quando l'Italia tiene, è sopravvivenza.
L'analisi firmata da Amy Kazmin ha il tono grave delle sentenze già scritte: conti pubblici stabilizzati, sì; ma salari, crescita, riforme, no. Un giudizio che suona elegante, progressista, apparentemente neutro. In realtà è il solito spartito: l'Italia non fa mai abbastanza, soprattutto quando non obbedisce al catechismo ideologico di chi guarda il Paese da Canary Wharf. E guarda caso l'articolo esce alla vigilia della conferenza stampa della premier, quasi a dettare l'agenda delle domande da porre, quasi a suggerire all'opposizione i titoli da battere.
Il Financial Times non è un giornaletto di partito, ci mancherebbe. Ma non è nemmeno un foglio privo di inclinazioni........
