Asse storico governo-industria ma attenzione alla concorrenza
Ieri alla Nuvola dell'Eur si è consolidata una delle più interessanti mutazioni genetiche del capitalismo italiano: Confindustria e governo finalmente si parlano, si piacciono senza riserve, si cercano. E, soprattutto, condividono lo stesso nemico: non il sindacato, troppo debole per fare paura, non la globalizzazione, ormai archiviata, ma Bruxelles. È lì che Emanuele Orsini e Giorgia Meloni hanno individuato il grande colpevole della stagnazione europea: la burocrazia regolatoria, il Green Deal ideologico, l'iper-normazione che pretende di salvare il pianeta mentre spegne le fabbriche. Per anni ci avevano raccontato che il mercato avrebbe sistemato tutto. Adesso il mercato non basta più. Così il capitalismo italiano, improvvisamente, scopre la nostalgia dello Stato. Non dello Stato padrone, naturalmente: quello non piace mai, soprattutto quando presenta il conto. Piuttosto dello Stato stratega, protettore, facilitatore, garante energetico, ombrello fiscale e, possibilmente, anche assicuratore di ultima istanza.
La relazione di Orsini è stata molto più politica di quanto in Confindustria........
