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Quella sinistra di conformisti se lo merita il No

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19.03.2026

Schiaffi. A tutti. Stile Bud Spencer, col rimbalzo. Nanni Moretti ce lo ricordiamo così (Palombella Rossa, 1989) mentre schiaffeggia una giornalista col suo lessico di frasi fatte, e poi ecco, ci ritorna in mente ancora coi "Girotondi" del 2002 i quali protestavano indovinate un po'? Contro i provvedimenti sulla giustizia. E, allora come oggi, rieccoti in Piazza del Popolo la stessa stratificazione di orecchianti, tutti quegli attori e cantanti e artistume vario con lo stesso conformismo, lo stesso parolame imparaticcio, lo stesso luogocomunismo: però ai tempi, almeno, c'era Moretti, oggi? Da allora è rimasto solo Moni Ovadia, questo soprammobile da piazza in stato di convocazione permanente, oppure l'immancabile terragna Fiorella Mannoia, con la sua fonetica da panni stesi e tammurriata nera. Il resto, oggi, anzi ieri, era la solita Piazza del Popolo senza popolo, soprattutto lo stesso Moretti senza Moretti: "Mi si nota di più se " (1978), "Giro, vedo gente " (1978) e insomma che ci possiamo fare, se ci ritorna prepotente il Moretti-Apicella che prende tutti a schiaffi perché "le parole sono importanti", anche se c'è una piazza che le ha mandate a memoria, le parole, come copioni o canzonette: il Corriere l'ha definita "la società civile" (infinite virgolette) che poi sarebbero, per esempio, l'iperbole ambulante Marisa Laurito e l'irriformista Benedetta Tobagi (Walter, non guardare) o altri notoriamente equilibrati come Tommaso Montanari ed Elio Germano. Poi certo, i politici, tipo Conte e Schlein in gara per aggiudicarsi la sconfitta: "Continuiamo così, facciamoci del male" (1984) e soprattutto "con questi dirigenti non vinceremo mai" (2002).

riforma della giustizia

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