Assediato dai nemici e mollato da Trump. Bibi: "Vinco ancora"
Verrà il momento della resa dei conti, e 60 giorni di trattative sono lunghi. Ancora non è detta l'ultima parola. Ma Israele cerca di trovare un nuovo equilibrio nello spiacevole mondo in cui Trump lo spintona, quello che Vance ha descritto col consueto distacco verso tutto ciò che non è americano: "Israele avrà il suo posto al tavolo del nuovo Medioriente". La nuova trattativa con l'Iran, perché ancora davvero è assurdo pensare di chiamarla accordo o pace, è una nebbia su un Paese stanco e ferito, un'offesa per gli uomini delle riserve, per la memoria dei soldati che hanno pensato di combattere per una soluzione seria della questione iraniana, la grande minaccia atomica e terrorista su Israele. Non sarà così, almeno per ora.
Israele è fuori dal tavolo su cui si è elaborato il non-accordo che gli iraniani baldanzosamente mostrano in giro. Che ne siano contenti è evidente e le ragioni sono le stesse per cui Israele si domanda come Trump dopo tanta comune fatica sia arrivato a una scelta così misera, che certo lascerà scritto sui libri di storia come abbandona il campo un presidente che si è opposto al peggiore di tutti gli Stati, basato sulla prepotenza e l'omicidio della sua gente, e internazionalmente sulla costruzione di un esercito di proxy (Hezbollah, Hamas, Houthi) e sullo sfondo i Paesi autocratici, la Cina, la Russia di Putin cui........
