Ottone Rosai pittore e cantore di Firenze. La mostra al Museo Novecento di Firenze.
Il Museo Novecento di Firenze presenta la mostra “Ottone Rosai, poeta innanzitutto”, e visitabile fino al 4 ottobre 2026. La mostra prende avvio dal confronto tra i dipinti del Lascito Rosai e le opere dell’artista provenienti dalla Collezione Alberto Della Ragione, riunite per la prima volta in un percorso unitario. Articolata in due ambienti distinti, l’esposizione consente di indagare le figure e i luoghi cari a Ottone Rosai (Firenze, 1895 – Ivrea, 1957), restituendo un’immagine complessa del pittore e del suo rapporto con la propria città e gli intellettuali del suo tempo. Completa l’esposizione una selezione di documenti provenienti dal Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux, Archivio Contemporaneo Alessandro Bonsanti. La mostra costituisce inoltre un importante tassello di raccordo tra le collezioni civiche fiorentine e la figura di Georg Baselitz, a breve protagonista di una grande mostra al Museo Novecento. Baselitz è infatti un grande estimatore di Ottone Rosai, che ebbe modo di scoprire le opere dell’artista fiorentino durante il suo primo soggiorno a Firenze nel 1965.
«Con questa mostra al Museo Novecento, Firenze celebra l’anima più autentica di un suo grande maestro, Ottone Rosai, che ha dipinto la nostra città interpretandone il respiro etico e umano, trasformando strade e volti quotidiani in poesia universale. Riunire oggi il Lascito Rosai e la Collezione Della Ragione è un’operazione culturale preziosa che mette in luce la centralità di Firenze nel panorama del Novecento e la sua influenza su artisti internazionali come Baselitz. Puntare su Rosai significa valorizzare una Firenze che è, allo stesso tempo, custode di memoria e laboratorio di riflessione profonda sull’esistenza», ha detto l’assessore alla cultura Giovanni Bettarini.
«La sinergia tra istituzioni culturali fiorentine aiuta l’arte in ogni sua dimensione, consapevoli come siamo che molti artisti possono essere annoverati nella categoria ‘artefici’ di memoria rinascimentale. Dediti all’arte figurativa, sì, e........
