La guerra oligarchica a favore delle correnti
Il mio SI al Referendum nasce da una conoscenza interna del sistema e del funzionamento condizionato gestionale del sistema Giustizia. È una presa di posizione maturata non per appartenenza ideologica ma per esperienza diretta. Il referendum sulla giustizia rappresenta un passaggio decisivo per ricostruire fiducia e credibilità, perché l'abbrivio di gloria generato negli anni che furono è stato, in alcuni casi, vanificato da comportamenti che hanno instillato tanti dubbi nei cittadini.
Il punto di partenza è la centralità del cittadino nel processo, quest'ultimo deve tornare al centro e percepire davvero l'equidistanza tra le parti in Aula, un obiettivo che passa anche dal riconoscimento pieno del ruolo e del rispetto in Aula degli Avvocati, questi ultimi, troppo spesso, non messi nelle condizioni migliori di esercitare il proprio delicato ruolo. Molti cittadini hanno pagato spesso, sulla loro pelle, gli errori di giustizia, generati in talune circostanze anche dalla mancanza di reale specializzazione, poiché i fascicoli sono sempre maggiori, le tipologie di reato proliferano con l'evolvere della società, e non sempre è possibile approfondire le tematiche. Questa è la cruda verità. Quello che non comprendo è come dinnanzi a numerose casistiche di cittadini arrestati e poi assolti, società sequestrate poi dissequestrate, ma nel frattempo distrutte, famiglie per strada, onorabilità distrutta, ancora ci siano levate di scudi, chiaramente esclusivamente per motivazioni ideologiche che poco hanno a che fare con la Giustizia, sulla necessità di modernizzare un sistema non più aderente alla........
