Lo sconosciuto alla porta, le coltellate, l’identikit: quel massacro di Carnevale a Roma
I prodromi del massacro di Carnevale
L’omicidio di Cristiano Aprile
Le indagini a un vicolo cieco
Un delitto senza soluzione
Un semisconosciuto alla porta con un coltello. Aggredisce una madre e i suoi figli. Il bambino più piccolo muore sotto i colpi di un giovane uomo. La vicenda del massacro di Carnevale di via Levanna resta ancora uno dei tanti misteri insoluti d’Italia, reso più doloroso dal fatto che la vittima è un ragazzino di appena 12 anni, colto di sorpresa da un killer in un sonnolento mattino di Martedì grasso.
Ne ha scritto il giornalista Pierfrancesco Coppo, specializzato in scienze forensi ed educatore in una casa alloggio (una forma di riabilitazione alternativa all’Ipm), oltre che fondatore di Scena Criminis nel 2012. “Mi sono appassionato a questo cold case dopo aver visto una vecchia puntata di Telefono Giallo. Si tratta di una vicenda misteriosa e mai risolta”, illustra Coppo a IlGiornale.
I prodromi del massacro di Carnevale
È il 21 febbraio 1987, sono le 13, un orario in cui molte persone rientrano a casa. Ma il professor Valerio Aprile, insegnante di elettronica in due scuole, una pubblica e una paritaria, no, non è quello l’orario in cui rientra quel giorno nella sua casa di via Levanna 35 a Roma, nel quartiere Montesacro.
Bussano alla porta: va ad aprire la moglie Fiorella Baroncelli, che fa entrare un giovane, forse poco meno che ventenne, magro ed emaciato, con i capelli a spazzola e degli occhiali dalla montatura nera. Il giovane ha un foglietto in mano: il prof gli avrebbe lasciato da parte sul proprio scrittoio un libro che gli serve per studiare agli esami. La donna cade dal pero ma si adegua: in fondo il marito insegna da tanti anni, non è il primo studente che vede in casa loro. Il libro però non si trova, nonostante l’aiuto della figlia di mezzo, Giada Aprile, di 14 anni. E il giovane, salutando con modi educati, va via.
In quei giorni c’era stata una rapina in via San Marino a Roma, e una donna era stata accoltellata da un balordo. Non solo: anche il figlio dell’insegnante se l’era vista brutta: all’uscita da una festicciola, mentre era con un amichetto, era stato inseguito........
