Imàgo si reinventa dopo vent’anni all’insegna dell’errore
È un Imàgo tutto nuovo quello che saluta la primavera. Il ristorante una stella Michelin (ma da anni chiaramente meritevole del raddoppio) in cima all’hotel Hassler di Roma ha subito nei mesi precedenti un profondo restyling curato dall’architetto Marini Leandri che ha reso la cucina di Andrea Antonini ancora più protagonista, ponendola al centro della sala, a fare non facile concorrenza allo spettacolare panorama sui tetti di Roma che si gode dalle grandi finestre e che soprattutto al momento del tramonto assume risvolti cinematografici.
Con questo progetto, che cade nel ventesimo compleanno del ristorante, in precedenza guidato da Francesco Apreda, e con il nuovo menu, il 15esimo della gestione di Antonini – ancora giovane ma già un senatore – Imàgo si pone ancora di più come portabandiera dell’alta cucina romana contemporanea, in un dialogo continuo con il classicismo che una simile location non può certamente ignorare, essendone circondata, e un futuro fatto di un nuovo linguaggio, di una reinvenzione continua, di una ricerca dell’errore fertile, solo strumento a giudizio di Antonini che possa produrre evoluzione.
Ed Error15 si chiama il menu che ho avuto la fortuna di provare qualche giorno fa e che lo stesso chef romano così presenta: “Error 15 nasce da una riflessione molto semplice: in cucina l’errore non è mai davvero un fallimento, ma spesso l’inizio di qualcosa di nuovo. È nel momento in cui un equilibrio si rompe che si aprono possibilità inattese. Questo menu racconta proprio quel processo di distruzione e ricostruzione continua che........
