Stare in guerra senza allegria
Non posso esimermi dall'entrare in guerra pure io. Scrivere della guerra tra Israele e Stati Uniti da una parte e l'Iran dall'altra significa entrarci. Non esiste il punto di vista neutrale del commentatore che osserva il mondo dall'elicottero, descrivendo i morti come formichine: un attimo prima frementi e quello dopo a pancia all'aria con le zampette inerti. Ciascuno vede quello che vuol vedere e si finisce sempre per stare da una parte. Non mi sottraggo. Io sto con Israele e con gli Stati Uniti. È la posizione che fu di Montanelli ed è oggi quella di Cerno al Giornale. L'Iran degli ayatollah non è una normale potenza regionale. È un regime teocratico che da decenni organizza e finanzia il terrorismo internazionale. Ed è sempre più chiaro che l'attacco del 7 ottobre 2023 contro Israele quella barbarie vissuta da molti come una ripetizione della Shoah è stato pianificato dai Pasdaran, i guardiani della rivoluzione iraniana. Non stiamo parlando di un governo un po' autoritario, ma di un sistema che reprime il proprio popolo, arma........
