Il risiko bancario all'ultima curva
Mai credere a un banchiere quando giura che non farà mai una certa operazione. Nemmeno quando giura sulla cosa che gli è più cara: fa parte del mestiere. Del resto, la storia della finanza è costellata di fusioni nate dopo smentite solenni e il grande risiko bancario italiano degli ultimi diciotto mesi non fa eccezione. Anzi. Probabilmente passerà agli archivi come la stagione nella quale si sono ascoltate più smentite dai protagonisti che indiscrezioni sul mercato. Oggi però il velo sta cadendo. Con l'offerta di acquisto che Intesa Sanpaolo si prepara a lanciare su Monte dei Paschi - probabilmente oggi stesso - il riassetto del credito italiano entra nella sua fase decisiva. E la proposta di aggregazione recapitata ieri a Siena e targata Banco Bpm assume un significato più chiaro: non un'iniziativa improvvisata, ma una mossa industriale seria e coerente, maturata nella consapevolezza che il tempo per decidere il proprio destino stava rapidamente scadendo.
Sia chiaro. L'operazione immaginata da Piazza Meda conserva una sua logica industriale. L'unione tra Banco Bpm e sistema Mps-Mediobanca darebbe vita a un gruppo capace di competere con i principali operatori nazionali, valorizzando reti complementari, economie di........
