Per dimostrare che il regime è vivo, si cerca l’erede di Khamenei. Chi storce il naso per Mojtaba
Teheran vuole dimostrare che dopo la morte della Guida suprema non è cambiato niente e che il capo del Pentagono Pete Hegseth ha torto quando dice che ormai l’Iran non ha più leader. Per adesso il Consiglio ha reso noto che una rosa di candidati è stata individuata, ma che il prescelto non è ancora stato nominato
La guerra in medioriente sconvolge i piani di Erdogan che scommetteva sulla stabilità del regime
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Così Trump ha “aggirato” il Congresso per iniziare la guerra contro l'Iran
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Ali Khamenei è morto, ma la Repubblica islamica è viva, insieme ai suoi riti, alle sue parole d’ordine, alla sua missione. Il messaggio del regime davanti alla sua minaccia esistenziale è anzitutto questo, mostrarsi, per dimostrare che non è cambiato niente e che il capo del Pentagono Pete Hegseth ha torto quando dice che ormai l’Iran non ha più né leader, né aerei, né Marina. Così mentre il Comando centrale statunitense annuncia che ha affondato 20 navi militari iraniane e il New York Times racconta l’ultimo tentativo del ministero dell’Intelligence di negoziare una via d’uscita, il falchissimo Mohammad Mokhber rassicura che la Repubblica islamica non teme niente e nessuno, la situazione è sotto controllo e il conflitto può pure proseguire “a tempo indeterminato” come durante la “sacra difesa” ossia gli otto anni della guerra Iran-Iraq. Nel frattempo, gli iraniani, chiusi nelle case che tremano insieme alle bombe, osservano........
