Il generale e l'ammiraglio da ascoltare per decifrare l'America oltre gli show di Hegseth e Trump
Il capo del Centcom Brad Cooper e il capo di stato maggiore Dan Caine sono gli uomini del Pentagono che gli analisti hanno imparato a guardare per capire davvero cosa gli americani hanno intenzione di fare nel conflitto con l'Iran
Il Pentagono ha mobilitato un’unità dei marines e altre navi da guerra in medio oriente – ha scritto ieri il Wall Street Journal – dando seguito alla richiesta del Centcom, il comando centrale delle Forze armate americane, guidato da Brad Cooper, ammiraglio dalla grande esperienza che ha passato i suoi anni nella base in Bahrein a osservare e preparare questo momento. Fino a cinquemila uomini e la Uss Tripoli, di stanza in Giappone, sono diretti verso lo Stretto di Hormuz, secondo tre fonti anonime che hanno parlato con il quotidiano americano: non c’è una conferma ufficiale del Pentagono ma per capire come si muovono gli Stati Uniti nella guerra contro il regime iraniano gli esperti hanno imparato a guardare quel che fanno e dicono il capo di stato maggiore, il generale Dan Caine, e l’ammiraglio Cooper: il primo parla poco e chiaro – e non dimentica di ricordare le vittime – e il secondo, se può, non parla proprio.
Caine è puntuale e compassionevole nel riferire sull’andamento della guerra, anche se dovendo dividere il palco con il capo del Pentagono, il perentorio e narciso Pete Hegseth, molte delle informazioni che fornisce vengono ignorate. Caine – che ha iniziato il suo intervento ricordando i sei soldati morti nell’incidente aereo in Iraq giovedì – ha detto che lo Stretto di Hormuz “è un luogo tatticamente complesso” e che il regime iraniano “ha........
