Letterina a Nicola Gratteri
Le scrive un cabarettista pentito che non vede l’ora di essere interrogato da Lei
Gentile dottore, sono un cabarettista di 65 anni. Pentito e sotto protezione, da quando ho vuotato il sacco presso la procura di Trani. Verbali secretati, ma pubblicati dal Fatto quotidiano in data 2 Marzo 2021. Mi rivolgo a lei, avendo piena fiducia nel suo operato. Dunque: tutto quello che a suo tempo ho dichiarato è falso. Mi sono inventato tutto. Ritratto al 100 per cento le mie dichiarazioni che chiamavano in “correità” miei colleghi dello “Zelig”.
Per: traffico d’influenze; voto di scambio; favoreggiamento dell’immigrazione clandestina; sfruttamento della prostituzione (non minorile, anzi sì); assalti portavalori in Puglia; truffa bitcoin; pagamenti serata con stupefacenti più contanti da riciclaggio; vendita prodotti biologici, con Carlo Petrini. Bene, procuratore, mi pento di essermi pentito. Ritratto tutto. Mi scuso con chi ho ingiustamente accusato e ritengo giusto che nelle sedi opportune si avvalgano di tutelare la propria onorabilità. Certo,........
