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All'Italia serve qualcosa in più per andare al Mondiale

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27.03.2026

Battuta l'Irlanda del Nord e scacciato il primo fantasma, ora resta la Bosnia di Edin Džeko. Basterebbe smettere di avere paura in campo

Vedendo Mateo Retegui arrancare a strappi verso la porta difesa da Charles, portierino ventenne dell’Irlanda del Nord che in stagione ha messo insieme più partite saltate per infortunio che presenze in un’annata devastante per il suo Sheffield Wednesday, persino il più ottimista dei tifosi azzurri deve aver visto palesarsi sopra le tv il fantasma di Italia-Macedonia del Nord. A voler essere precisi, quello di Domenico Berardi che a porta sguarnita calcia debolmente tra le mani di Stole Dimitrievski, terribile presagio di sventura in quel primo tempo di Palermo. Eppure, proprio in quel momento, qualcosa deve essere scattato nella testa dei giocatori di Gattuso: troppo palese il dislivello tecnico tra le due squadre in campo per poter solo pensare di andare a sbattere anche stavolta. Sull’onda di quell’errore, di quell’occasione concessa da uno scarabocchio sul foglio di una partita che fino a quel momento i nordirlandesi avevano affrontato con un’abnegazione quasi militare non potendo contare su molto altro sotto il profilo della qualità, l’Italia ha preso coraggio. Un’altra palla-gol, poi il destro salvifico di Sandro Tonali, palesemente il miglior giocatore di movimento su cui può contare il nostro commissario tecnico per doti tecniche, fisiche e temperamentali, a scacciare tutte le paure che si erano accumulate in questi mesi di attesa e in quei........

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