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“La mano mozza” di Blaise Cendrars

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20.03.2026

Campane a morto per la civiltà umana in un mémoir che è pieno di vita

Il maestro Crepax e la sua indimenticabile Valentina. In mostra a Brescia

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Metamorfosi: la fotografia come forma del cambiamento

Metamorfosi: la fotografia come forma del cambiamento

Primavera 1916. Parigi, esterno giorno. Un uomo spunta in fondo alla strada. Cammina incerto, una sigaretta appiccicata alle labbra. L’ospedale militare l’ha sbattuto fuori da qualche settimana e adesso è senza casa, in miseria nera. Qualcuno ogni tanto gli offre da bere, ma mai da mangiare. E’ svizzero. Ha fatto la guerra, si è arruolato volontario nell’esercito francese e dalla Francia ha ottenuto cittadinanza. Per la prima volta nella sua vita ha una mano sola. Un braccio solo. Li ha persi entrambi sul campo, per una sventagliata di mitragliatrice. Ma non ci pensa spesso, non è quel tipo d’uomo. Anzi, un po’ se la ride quando immagina che, se dovessero mai essere stati sepolti, casomai qualcuno (ma chi?) si fosse dato la pena di sotterrarli, dovrebbero starsene proprio là, “sulla........

© Il Foglio