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Bruno Contrada si porta nella tomba i segni di una tortura più crudele di un ergastolo

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13.03.2026

Una croce giudiziaria vissuta per quarant'anni, con le colpe mai accertate oltre ogni ragionevole dubbio. Quarant'anni a inseguire Corti di appello e Cassazione per un risarcimento che però non gli ha restituito l'onore né l'innocenza

È morto Bruno Contrada, un servitore dello stato tradito dallo stato

È morto Bruno Contrada, un servitore dello stato tradito dallo stato

Quando vi parlano di giustizia, pensate a Bruno Contrada, l’ex capo della Squadra mobile di Palermo stritolato da un ingranaggio che lo ha tenuto in croce per quarant’anni senza che le sue colpe fossero state mai accertate oltre ogni ragionevole dubbio. E se vi parlano di processo giusto o di equilibrio fra accusa e difesa, pensate a un uomo che, con tutta la sua storia, i suoi meriti e le tante medaglie appese al muro, è stato costretto per quarant’anni a salire e scendere le scale dei tribunali e delle Corti di appello, a inseguire la Cassazione e pure la Corte di giustizia europea ma è riuscito a ottenere un risarcimento che però non gli ha restituito l’onore e non ha neppure sancito la sua innocenza. E poi, per completare la vostra idea e i vostri convincimenti sulla fantastica giustizia italiana, pensate anche all’antimafia chiodata, al dire e non dire dei pentiti e alle tante “boiate pazzesche” montate per smascherare trame oscure e regie occulte, tavoli ovali e servizi deviati. Contrada, che al tempo delle........

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