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Trump chiede alla Cina di intervenire, l'Iran la vuole al suo fianco

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17.03.2026

A due settimane dall’incontro di Pechino il presidente americano minaccia il rinvio se la Cina non aiuterà a riaprire Hormuz. Pechino prende tempo tra crisi energetica, tensioni su Taiwan e cautela per non essere trascinata nel conflitto con l’Iran

Il drone da 30 milioni distrutto nella base italiana in Kuwait. Missione a rischio. Parla il generale Camporini

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Prima Trump dissesta la Nato, poi pretende il suo aiuto

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Mancano due settimane all’atteso vertice fra il presidente americano Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping a Pechino, l’incontro fra i due uomini più potenti del mondo a capo delle due maggiori economie del mondo, eppure tutto è ancora in bilico. Domenica con le sue dichiarazioni al Financial Times Trump ha usato con Pechino lo stesso linguaggio che usa con i suoi alleati della Nato, cioè il linguaggio del ricatto: ha detto che forse rinvierà il vertice, se Xi non dovesse acconsentire alla sua richiesta di contribuire a riaprire lo Stretto di Hormuz alla navigazione entro i prossimi quindici giorni.

E’ una sorpresa, perché finora il capo della Casa Bianca era stato particolarmente condiscendente con Pechino, da TikTok all’alleggerimento delle restrizioni sull’export di chip, puntando tutto sulla sua relazione personale con Xi Jinping e su Scott Bessent, segretario al Tesoro americano e agnello sacrificale dell’accordo commerciale fra America e Cina – forse non per caso un dossier toccato solo da lui e non dalla coppia negoziale Steve Witkoff (l’inviato speciale di Trump) e Jared Kushner (il genero di Trump), e quindi declassato a un negoziato........

© Il Foglio