La “guerra aperta” del Pakistan
Raid contro i talebani in Afghanistan. La nuova strategia del generale Asim Munir, apprezzatissimo da Trump
Nella notte fra giovedì e venerdì il conflitto fra Pakistan e Afghanistan è diventato una “guerra aperta”, come ha scritto ieri sui suoi social il ministro della Difesa pachistano Khawaja Muhammad Asif. E’ l’ennesimo fronte di una crisi che aveva già mostrato segnali di escalation, e che arriva nelle ore cruciali in cui si aspetta la decisione del presidente americano Donald Trump su un possibile strike contro l’Iran.
L’altra notte le Forze armate pachistane hanno eseguito diversi attacchi aerei contro l’Afghanistan dopo che, qualche ora prima, c’era stato un attacco coordinato contro il Pakistan in diverse località lungo il confine della provincia di Khyber Pakhtunkhwa. I caccia pachistani hanno bombardato Kabul, Kandahar, e alcuni obiettivi nell’area di Paktia, che si trova a meno di duecento chilometri a ovest di Peshawar. L’aeronautica pachistana ha colpito anche quelle che considera “posizioni chiave dei talebani” nella provincia di Laghman, tra Kabul e Jalalabad. I soldati avrebbero conquistato alcuni checkpoint e stazioni di frontiera afghani issando la bandiera del Pakistan. Secondo i media locali, i raid pachistani di ieri sono stati molto più estesi degli ultimi attacchi in profondità contro l’Afghanistan, avvenuti lo scorso fine settimana. Nell’ultima operazione dello scorso ottobre, “Operation Khyber........
