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Tommaso Cerno e l'impopolare arte del tradimento, che significa libertà

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20.03.2026

Dall’Espresso al Giornale, dalla sinistra alla destra. Cresciuto in un angolo d’Italia dove la Storia ha reso più agevole lo sviluppo di una doppia visuale, coltivando con piacere la provocazione. Il libro

Tommaso Cerno, il giornalista che visse due volte

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Il difficile casting per rendere “accettabile” il pantheon culturale della destra

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Spoileriamo subito: Le ragioni di Giuda, il libro di Tommaso Cerno appena pubblicato da Rizzoli, termina a pagina 256 con il vocabolo “sognare”. Non è un pamphlet politico né un memoir apologetico, ma il sottotitolo promette le due cose e il testo le mantiene: Quando il tradimento ideologico diventa un atto di libertà. Ovvero come e perché sia lecito poter cambiare opinione, schieramento, vita.

La dichiarazione d’intenti eccola qua: “Non voglio rinunciare alla libertà del pensiero in nome dell’appartenenza, preferisco sapere che il posto in cui mi trovo è quello in cui credo, è quello in cui la mia consapevolezza logica e la mia consapevolezza emotiva si sentono a casa”. Un’aspirazione diffusamente condivisa ma molto meno praticata, perché su qualunque scelta che sparigli incombe una parola di Damocle foriera di conseguenze: “Traditore” (e talvolta Giuda, suo sinonimo ultimativo). Soprattutto se la........

© Il Foglio