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Marco Ballotta ci spiega come si vince o si perde lo scudetto

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15.03.2026

La Serie A e le rimonte: “Il Milan deve crederci come fece la mia Lazio. L’Inter è più forte, ma deve fare attenzione. Soprattutto sul piano psicologico"

Quel decatleta di Mile Svilar

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Milan-Inter: dispetto o scudetto?

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Corsi e ricorsi della storia. E della rimonta. “A marzo del 2000 anche noi ci trovavamo lontanissimi dal primo posto. Poi il primo aprile vincemmo lo scontro diretto a Torino contro la Juventus: cambiò tutto”. Pure allora finì 1-0 per gli inseguitori. L’incornata del Cholo Simeone come il sinistro di Estupiñán? “Mai dire mai, le speranze ci devono essere sempre: ci credette fino in fondo la mia Lazio, può crederci anche questo Milan”, dice Marco Ballotta, che quella notte al Delle Alpi difendeva la porta dei biancocelesti. Ipnotizzò Inzaghi e Del Piero, fu uno dei migliori in campo. Poi nella ripresa il gol che cambiò la corsa scudetto. “Sapevamo di dover vincere a tutti i costi: una volta strappati quei tre punti, il destino non sarebbe stato più nelle nostre mani. Questo allentò la pressione, dandoci una carica enorme e togliendo qualche sicurezza alla Juve. Ma Eriksson, da buono svedese, glaciale, era il primo a ripeterci: noi ce la giochiamo, noi ce la giochiamo fino in fondo. La consapevolezza c’era”. E........

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