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La musica della lingua giova alle emozioni, ma anche al ragionamento

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14.03.2026

Senza libri, la memoria si perderà. Ma è importante farlo bene. Per questo recentemente si è cominciato a parlare di una lettura meno mentale e più fisica, così da renderla più controllata e meno incline alla disattenzione

Il panico per i giovani con gli smartphone e l'elogio funebre dei libri. Leggere o guardare

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Filmare un libro è impossibile

Filmare un libro è impossibile

Il mio ultimo articolo, pubblicato qui la settimana scorsa, si concludeva con l’idea e l’immagine di persone che difendono la propria libertà con un libro in mano e forse rallentano anche un degrado culturale sempre più probabile. Se infatti non si passa per la porta stretta della lettura di libri, sarà sempre più difficile ritrovare un rapporto reale con millenni o con un paio di secoli più recenti di sviluppo culturale. Senza libri ben letti, la memoria si perderà. E il fatto che lo stesso atto di leggere sia a rischio accresce la probabilità che domani la trasmissione del sapere sarà sempre più debole e scadente di quanto era ieri. E’ per questo che per proteggere l’atto di leggere e la sua qualità un utile espediente può essere la lettura a voce alta, che permette di controllare fisicamente il livello di attenzione. Se la lettura è silenziosa, mentale e solitaria, è più facile cedere alla tentazione di velocizzarla, interromperla o renderla lacunosa. Perciò recentemente si è cominciato a parlare di lettura a voce alta, a scuola ma anche in famiglia, con i bambini ma anche fra adulti consenzienti. Rendere meno mentale e più fisica la lettura aiuta a realizzarla percettivamente, a fisicizzarla per renderla più responsabilmente controllata.

Mi conduce a queste considerazioni un articolo uscito sul numero del 6 marzo di Internazionale, “La magia di leggere ai figli ad alta voce” di Sasha Mudd, una scrittrice e giornalista che insegna filosofia alla Pontificia Universidad Catòlica........

© Il Foglio