Dai palchi di Milano a Gratteri, la magistratura trasforma le cerimonie solenni in una campagna per il No: ecco perché questa "sgrammaticatura" istituzionale spinge verso il Sì
Nulla, non si fermano davanti a nulla. E questo fine settimana i magistrati – non tutti i magistrati, per carità, ma una gran parte sì – hanno trasformato le cerimonie dell’anno giudiziario in una sorta di Speakers’ Corner contro la riforma sulla separazione delle carriere. Hanno preso il momento più alto e sacro, quello in cui si celebra il rito laico della giustizia, e l’hanno ridotto a un palco per comizietti di bassa lega. Così, senza imbarazzo.
Evidentemente non bastavano i cartelloni 6x3 che, in puro stile berlusconiano, ripetono “a manetta” la balla dell’assoggettamento della magistratura alla politica; né bastavano le fake sul povero Falcone, tirato in ballo senza decenza e, dettaglio non secondario, senza aver letto una riga, una, del suo pensiero. No, non bastava. Così venerdì e sabato i magistrati engagée hanno deciso di fare di più: trasformare i santuari della giustizia........
