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Strade e ferrovie: così ci state massacrando

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18.07.2026

18 Luglio 2026, 16:41

Per motivi di lavoro faccio il pendolare dal 1985. Salvo una breve parentesi in cui ho abitato a Perugia o lavorato fuori regione, percorro praticamente ogni giorno il tratto Foligno-Perugia-San Sisto.Il Nodo di Perugia lo conosco centimetro per centimetro.L’ho attraversato di giorno e di notte, con il sole, la pioggia, la neve e la grandine, fin da poco dopo il completamento del raccordo e molto prima della posa dello spartitraffico sulla SS75 e sulla E45, quando Collestrada era diversa, quando Ponte San Giovanni non era ancora soffocata dal traffico odierno e quando le gallerie erano appena entrate nella quotidianità degli umbri.

Ingorghi mai visti prima

Ebbene, mai. E sottolineo mai. In oltre quarant’anni di pendolarismo non avevo visto una situazione tanto caotica quanto quella che si ripete ormai da giorni. Dentro e attorno alle strade del Nodo.E’ stato superato il limite. Il limite della sopportazione.C’entra il caldo, che esaspera tutti. C’entrano gli automobilisti indisciplinati che, invece di mettersi ordinatamente in fila, trasformano ogni restringimento in un groviglio di lamiere, bloccando anche le corsie destinate a chi dovrebbe proseguire senza imboccare il cantiere. C’entra il fatto che gli interventi nelle gallerie siano indispensabili e non più rinviabili.C’entra tutto quello che volete. Ma un responsabile deve esserci. E probabilmente non è nemmeno chi quei cantieri li ha progettati.

Incubo traffico sul raccordo: automobilisti in protesta sui social. Il punto sui lavori nelle gallerie Pallotta e Madonna Alta

La responsabilità principale è di chi non ha valutato fino in fondo le conseguenze. O le ha clamorosamente sottovalutate, immaginando un’Umbria che non esiste più. Quella degli anni Ottanta, quando a luglio le città si svuotavano e tutti partivano per il mare.Oggi non è più così.Le città restano vive. Si continua a lavorare. Si continua a muoversi. Si continua a fare acquisti, magari approfittando dei saldi nei grandi poli commerciali sorti fuori dai centri storici. E continuano ad arrivare i turisti, come dimostrano i numeri più recenti.L’Umbria, finalmente, è una destinazione ambita e preferita da tanti. Ma poi chi arriva deve anche riuscire a spostarsi.Ed è proprio qui che emergono le contraddizioni.

Solo giovedì, a palazzo Donini - e solo dopo che mercoledì la presidente Proietti si era fatta sentire con una dura dichiarazione - Regione, Prefettura, Comune di Perugia e Anas si sono riuniti per affrontare........

© Il Corriere dell'Umbria