Simona Chipi: "Vi racconto come nasce il Teatro della terra d'Umbria"
Simona Chipi, giornalista, autrice, organizzatrice culturale, artista visiva, negli anni ha attraversato redazioni, istituzioni, continenti e linguaggi diversi. Dall’Umbria a Roma, fino all’Africa, il suo percorso è segnato da una costante tensione verso la libertà e la sperimentazione. Un’irrequietezza creativa che l’ha portata a evitare carriere troppo lineari per inseguire invece nuovi progetti e sfide diverse. Oggi quella stessa energia si traduce in iniziative culturali e artistiche che nascono nei territori, come il Gecko Fest e il progetto del Teatro della Terra d’Umbria, ma anche in documentari e percorsi formativi dedicati ai giovani. Una traiettoria che intreccia giornalismo, impegno civile e ricerca artistica, sempre con lo sguardo rivolto alle storie ancora da raccontare.
- Simona, partiamo dall’inizio: da dove nasce il tuo percorso professionale?Sono di Castiglione del Lago, ma sono venuta a Perugia per studiare. Ho frequentato la facoltà di Agraria e mentre ero all’università ho iniziato ad avvicinarmi al giornalismo. La mia prima esperienza l’ho fatta con don Elio Bromuri, alla redazione de La Voce. Seguivo una piccola pagina di esteri. Scrivevo brevi articoli e partecipavo alle riunioni di redazione: è stato il mio primo vero laboratorio.- Poi sono arrivate altre esperienze nelle redazioni umbre.Sì, ho lavorato alla Nazione e contemporaneamente ho iniziato a collaborare con una televisione locale, Tele Umbria, diretta da Mario Pistellini. Erano anni di grande fermento, si imparava molto sul campo. Poi è arrivata un’occasione che ha cambiato tutto.- Quale?Stavo lavorando a un articolo per l’Enel, legato a un’iniziativa della centrale di Pietrafitta aperta alle famiglie. Il responsabile dell’azienda lesse quel pezzo e mi propose di partecipare a un progetto molto innovativo: la prima corporate tv italiana via web. L’amministratore delegato era Franco Tatò. Andai a Roma per il colloquio e entrai come caporedattore.- Nonostante queste opportunità, hai sempre evitato........
