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Stato di agitazione in Comune, oggi incontro in prefettura tra sindacati e amministrazione

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26.02.2026

26 Febbraio 2026, 09:41

Si riunisce questa mattina il tavolo in prefettura, tra sindacati e Comune di Foligno, sul stato di agitazione generale del personale dell’Ente. L’incontro, al quale parteciperà anche il sindaco Stefano Zuccarini - come aveva annunciato nelle scorse ore - fissato per le 12.30, è stato convocato a seguito della richiesta di Rsu e delle sigle Uil Fpl, Fp Cgil, Cisl Fp e Usb, di attivare il tentativo di conciliazione previsto per i servizi pubblici essenziali.

Sotto la lente le criticità denunciate dai sindacati in merito ad alcuni servizi comunali, dalla carenza del personale nei nidi all’operatività dell’ufficio personale e dell’area lavori pubblici.

Criticità che “non sono astratte né immaginarie: sono vissute quotidianamente nei luoghi di lavoro e si riflettono, indirettamente anche sui cittadini”, come hanno ribadito i sindacati, tornati sulla vicenda con una nota in risposta alle parole del primo cittadino.

Stato di agitazione in Comune, Zuccarini: “Manteniamo gli impegni”

Zuccarini infatti aveva respinto le accuse su un mancato confronto, riferendo di aver assunto “impegni ben precisi che manterremo” e bollando lo stato di agitazione come “pretestuoso e dannoso per l’immagine dell’amministrazione”.

“Lo stato di agitazione non nasce per creare allarmismo né per produrre danni - rispondono rsu e sindacati - ma dalle preoccupazioni concrete espresse dalle lavoratrici e dai lavoratori che, pur in presenza di difficoltà organizzative, continuano quotidianamente a garantire i servizi, e dalla necessità di aprire un percorso stabile, formalizzato e verificabile sulle criticità che incidono sulle condizioni di lavoro e, di conseguenza, sulla qualità dei servizi resi ai cittadini”.

Nella replica, viene spiegato che nell’incontro con sindaco e giunta “era stata rappresentata l’esigenza di una nuova convocazione in tempi brevi”, per “chiarire ulteriori aspetti ancora aperti e verificare soluzioni, tempi e impegni effettivi” e “definire un cronoprogramma e valutare la possibilità di incontri periodici con il sindaco e i singoli assessori su tempi specifici”.

Sotto la lente, anche la riorganizzazione e il sistema di valutazione. Punti su cui per i sindacati “non vi è stata disponibilità a un adeguato approfondimento, nonostante il sindacato e anche gli organismi paritetici interni avessero espresso valutazioni critiche sulle posizioni assunte dall’amministrazione”.

Da qui la scelta di “innalzare il livello dell’iniziativa sindacale”, quindi la proclamazione dello stato di agitazione, e l’attivazione del tavolo in prefettura per “verificare la possibilità di prevenire uno sciopero generale”.

Troppe criticità: dipendenti comunali in rivolta

“La nostra preoccupazione - spiegano - non è rivolta alla tutela dell’immagine di singoli, ma riguarda anzitutto la tenuta dell’Ente e il buon funzionamento dei servizi pubblici: nessuno ha interesse a una sterile contrapposizione”. Respinte, dunque, le definizioni di iniziativa “pretestuosa” o “strumentale” dai sindacati che ribadiscono la “piena disponibilità a un dialogo serio e costruttivo”.


© Il Corriere dell'Umbria