“Nessuna abitazione è a rischio”. Il sindaco fa il punto dopo il crollo delle mura a Borgo Garibaldi
Il giorno dopo il gigante sfregiato fa ancora più impressione. Alla luce chiara del mattino lo squarcio nelle mura appare più grande, quasi dilatato dalla notte. Quel cumulo di grosse pietre antiche, mattoni e terra sembra pesare di più, come se la ferita aperta nel tratto di Borgo Garibaldi fosse cresciuta mentre la città dormiva.
Chi passa rallenta il passo. Qualcuno si ferma in silenzio, altri tirano fuori il telefono per scattare una foto, altri ancora commentano a bassa voce. È un pellegrinaggio spontaneo davanti a quel vuoto improvviso che ha spezzato la continuità della cerchia muraria, un gigante di pietra che per secoli aveva sfidato terremoti, piogge e tempeste d’acqua e che fino a giovedì notte sembrava invincibile.
Crollo delle mura, stanziati oltre 3 milioni per il ripristino. Proietti: "Interveniamo immediatamente per tutelare centri storici e cittadini"
Offeso ma ancora in piedi resta lo striscione che pubblicizza la mostra fotografica di Steve McCurry nella chiesa museo di San Francesco, richiamo per visitatori da tutta Italia. Un’immagine quasi simbolica: la bellezza dell’arte e della città che resiste mentre, pochi metri più in là, la storia mostra la sua ferita.
Da vicino il crollo si sente nello stomaco prima ancora che negli occhi.........
