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Umbria, l’economia fatica e non è esclusa la recessione

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24.06.2026

24 Giugno 2026, 12:01

“Nel 2025 l'attività economica in Umbria si è espansa in misura contenuta, con un'intensità inferiore rispetto all'anno precedente. Secondo nostre stime basate sull'indicatore trimestrale dell'economia regionale la crescita è stata prossima al mezzo punto percentuale, in linea con la media nazionale”: è quanto delinea la Banca d’Italia nel report periodico sull’economia regionale.

La spinta proveniente dagli investimenti pubblici, sostenuti dall'avanzamento dei progetti del Pnrr “ha continuato a controbilanciare la debole dinamica dell'attività industriale e dei servizi, che si è accompagnata a un lieve calo delle esportazioni. Le prospettive per l'anno in corso sono peggiorate per il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, in un contesto già caratterizzato da forti tensioni geopolitiche e commerciali e da elevata incertezza, che condizionano in particolare le scelte di investimento delle imprese”. Tre gli scenari delineati: in caso di stop ai conflitti e alle tensioni la crescita nel 2026 potrebbe superare il mezzo punto di Pil, nello scenario peggiore, senza risoluzioni di pace (ad oggi per fortuna più lontano), il rischio recessione è concreto con il prezzo del petrolio a 60% e quello del gas più che raddoppiato.

L’economia umbra ha dei punti di forza, dal turismo al benessere equo e sostenibile (la cosiddetta qualità della vita), ma per mettersi in sicurezza deve investire di più sull’innovazione, in particolare sui processi che coinvolgono l’Ia estendendoli anche alle pmi, secondo Bankitalia. Andiamo nel dettaglio. “Nel 2025........

© Il Corriere dell'Umbria