Salvatore Toma, uomo complesso e poeta eccentrico
Il 17 marzo del 1987 muore il poeta Salvatore Toma, a trentacinque anni. Si era fatto ricoverare all’Ospedale di Gagliano del Capo e, nonostante all’inizio le sue condizioni non avessero destato preoccupazione, nella mattinata del 17 si era aggravato, e la moglie Paola l’aveva trovato attaccato a una flebo e con la lingua gonfia al punto di impedirgli di parlare.
Nel primo pomeriggio il corpo di Salvatore era stato ripotato a casa. «Spesso penso alla morte / al modo in cui dirò addio alla vita … Vorrei morire mi dico / senza saperlo / a tradimento / in un momento / in cui non me l’aspetto». E forse era stato accontentato, o magari, come spesso capita ai poeti, aveva semplicemente e straordinariamente presagito il futuro.
Uomo complesso, indomabile, fiero, radicale nel pensiero e nei comportamenti, maledetto dalla dipendenza dall’alcol eppure convinto che senza alcol non avrebbe più potuto scrivere (il........
