Mandrarossa, stavolta a premiare sono i librai indipendenti
E se il primo interprete della letteratura contemporanea fosse ancora il libraio indipendente? Tra il libraio e il lettore esiste una comunione di intenti prima ancora che uno scambio: uno affida, l'altro si affida, nel mezzo c'è un libro, che continua a essere e farsi ‘luogo’ d'incontro di due sensibilità, esperienza condivisa attraverso cui cambiare lo sguardo sul mondo. Perché i libri non trovano da soli la strada verso chi li amerà… Hanno bisogno di qualcuno che ne riconosca il valore, che ne comprenda prima di altri il messaggio, lo conservi per consegnarlo alle mani più giuste. Perchè lettori non si nasce, si diventa!
C’è un premio che, diversamente da molti altri che affollano il nostro panorama letterario estivo, assegna ai librai indipendenti la responsabilità della scelta, riconoscendo loro voce autorevole e ruolo. È questa la felice intuizione del Premio Narrativo Mandrarossa, la cui posizione nei confronti di chi ha ancora oggi una funzione decisiva nel riconoscere la qualità di un'opera prima che sia il mercato a decretarne il successo, anima una operazione culturale coraggiosa.
In un tempo in cui a orientare le scelte sono gli algoritmi, le ambizioni dei bestseller costruiti a tavolino e le classifiche, rimettere le librerie indipendenti al centro di un premio letterario significa compiere un gesto culturale autenticamente controcorrente. Il Premio Narrativo Mandrarossa, giovane ma determinato, giunto alla seconda edizione, è ormai capace di distinguersi nel mondo dei premi letterari italiani. non soltanto per la qualità della selezione, ma per la filosofia che lo anima. Qui non sono le grandi giurie o le logiche editoriali a indicare la via: sono i librai indipendenti, quei presìdi culturali che ogni giorno trasformano la vendita di un volume in relazione, un atto di cura verso il lettore. per restituirla alla relazione, all'ascolto........
