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Enrico Lo Verso. Recitare come arte di restituire una vita

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Ci sono volti che il cinema non sceglie per caso. Volti che sembrano avere vissuto una storia prima ancora di raccontarla sullo schermo. Quello di Enrico Lo Verso appartiene da oltre trent'anni all'immaginario del grande cinema d'autore italiano ed europeo.

Da Gianni Amelio, che ne intuì immediatamente il talento affidandogli i ruoli memorabili de Il ladro di bambini (1992), Lamerica (1994) e Così ridevano (1998), fino a Marco Risi, Ettore Scola, Giuseppe Tornatore, Ridley Scott, Gérard Corbiau, Ricky Tognazzi e Pupi Avati, Lo Verso ha costruito il proprio percorso artistico senza clamore, ma con il rigore degli interpreti autentici, trasformando ogni personaggio in un frammento di umanità e affermandosi come uno degli attori più sensibili e intensi della sua generazione.

Premi, festival e riconoscimenti hanno illuminato una carriera contraddistinta da una rara fedeltà alla qualità e alla disciplina dell'ascolto: ogni suo ruolo nasce da un rispetto assoluto per la vita che è chiamato a rappresentare, sia essa nata in una sceneggiatura o appartenuta alla grande Storia: il suo talento non invade il personaggio, ne ascolta il respiro, ne raggiunge il cuore restituendo allo spettatore sentimenti e volontà, facendo così dell’interpretazione un esercizio di verità. È forse per questo che alcuni dei maggiori registi italiani ed europei lo hanno voluto nei loro film più ambiziosi, affidandogli nel gioco delle parti ruoli di uomini attraversati dal dubbio, dalla memoria, dal coraggio e perfino dalla perfidia e dalla fragilità. 

Il 6 luglio al Social World Film Festival di Vico........

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