San Francesco, Pisa celebra gli 800 anni dalla morte
Un pianoforte campeggia sul palco sotto l’immagine di Cimabue che potrebbe raffigurare il patrono d’Italia. C’è un silenzio reverenziale tra il pubblico che prende posto al PalaTodisco di San Giuliano Terme.
Siamo qui per ricordare che otto secoli fa si spegneva Francesco d’Assisi. Ogni donna e ogni uomo in questa sala ha accolto l’invito dell’Università di Pisa al ciclo di incontri che analizzano come quest’uomo, morto a quarantaquattrenne e proclamato santo solo due anni dopo da Papa Gregorio IX, abbia cambiato la Chiesa e influito sul nostro pensiero rivelandosi una figura drammaticamente adatta al nostro contemporaneo.
La rassegna lunga tre mesi si propone come riflessione interdisciplinare sull'eredità francescana, declinata nei temi della spiritualità, del dialogo interculturale, della pace e della cura del creato, con uno sguardo costante verso il futuro e le giovani generazioni. L'evento inaugurale ha visto sul palco Aldo Cazzullo e Angelo Branduardi per una prima nazionale che intreccia narrazione e musica.
Le riflessioni che Cazzullo ha tratto dal suo libro Francesco si alternano alle interpretazioni musicali di Branduardi, che impersona anche il santo intercalandosi al racconto mentre sullo sfondo scorrono le immagini che la storia dell’arte dedica alla vita del Santo. Questa struttura permette di far emergere la complessità di un personaggio che il giornalista definisce straordinario, "Ne nasce uno ogni mille anni. Buddha, Gesù, Francesco".
Sulla presenza scenica di Branduardi, Cazzullo afferma che "in Italia l'artista più adatto a portare in scena la voce e la spiritualità di San Francesco sia Angelo Branduardi. Aveva dedicato un album meraviglioso al santo, la sua musica è intrisa di Medioevo fin dalle origini. Lo ascoltavo da ragazzino e adesso condividere con lui il palco è un onore".
Per Cazzullo, Francesco rappresenta il momento fondativo di quella che considera l'eredità più preziosa dell'Italia al mondo: l'umanesimo. "Francesco è il precursore dell'umanesimo, che nasce ad Assisi e passa per la Toscana attraverso Dante, Giotto, il Rinascimento, fino a Galileo Galilei. L'umanesimo significa l'uomo al centro del mondo, un rapporto diretto con Dio davanti al quale tutti gli uomini sono uguali, ogni persona dotata di una dignità che va sempre rispettata".
Il santo d'Assisi fu anche innovatore artistico: inventò il presepe, trasformò la predicazione in teatro, scrisse la prima poesia in italiano con il Cantico delle creature. "Era un formidabile comunicatore", spiega Cazzullo. "Le sue prediche erano spettacoli teatrali. Danzava, mimava, componeva musica. Il Cantico era una canzone, purtroppo abbiamo perduto la melodia originale”.
Il palco si anima sui temi centrali del francescanesimo, facendone emergere la straordinaria attualità. L'apertura alle donne attraverso Chiara, l'uguaglianza di tutti gli esseri umani, la critica ai potenti. "Francesco combatteva gli Orban e i Trump del suo tempo – afferma Cazzullo dandoci anche una lezione di giornalismo - Diceva che Gesù vive nei poveri, andò a sfidare il sultano presentandosi a lui, compì un esorcismo e poi scappò per evitare i ringraziamenti".
Particolarmente evocativa la ricostruzione del presepe di Greccio. "Amava talmente gli animali che li volle anche nel presepe, nella notte più lunga dell'anno. I semplici si unirono al coro e Francesco lesse il vangelo. Da quel momento ogni persona poté vedere nascere il bambino, senza dover andare a Gerusalemme".
Lo spettacolo è intenso da subito, con il dialogo tra Francesco e Leone illustra il significato della felicità. In scena Aldo Cazzullo e Angelo Branduardi sono accompagnati dal piano di Fabio Valdemarin. Tra i passaggi più contemporanei, quelli dedicati alla concezione francescana del potere e del lavoro. "Le persone vanno remunerate in base al lavoro e al merito, mentre il potere va dato a chi lo rifiuta. Come risulta attuale pensando agli amministratori delegati che impoveriscono le aziende, cacciano gli operai e vengono mandati via con milioni di bonus. Francesco diceva: l'autorità è l'ultima cosa".
Nel finale si arriva a "sora nostra morte corporale". "Quando si sentì pronto, Francesco scrisse della morte. E oggi il vero miracolo di Francesco è dimostrare che si può cambiare", conclude Cazzullo. "Siamo Francesco quando abbracciamo il povero, salviamo un animale. Francesco è vivo, è la parte migliore di noi, uno dei motivi per essere orgogliosi di essere italiani".
La serata si è chiusa con tutto il pubblico che cantava insieme a Branduardi "Alla fiera dell'est", mentre il giornalista confessava: "Quando ero ragazzino e ascoltavo questa canzone, il cervo e il cane, mai avrei sognato di trovarmi qui con lui, di salire su questo palco".
Suggestioni cinematografiche
Il ciclo San Francesco 1226-2026. Spiritualità, Dialogo e Fratellanza nel mondo globale è promosso dall'Ufficio del Rettore e dal Centro per l'Innovazione e la Diffusione della Cultura con un ricco calendario che, da febbraio ad aprile 2026, anima la città dando spazio a voci e suoni di grande rilievo.
Chi desidera approfondire le atmosfere francescane può visitare al Museo della Grafica la mostra Fratello Sole, Sorella Luna. Costumi per un capolavoro, un'esposizione dedicata ai costumi di Danilo Donati utilizzati dal maestro Franco Zeffirelli per la realizzazione dell'omonimo film. Un percorso che completa la riflessione sulla figura del santo attraverso il linguaggio cinematografico e la maestria artigianale del costume.
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