Salire in quota d’autunno: quattro libri tra lutto, sublime e istinto
Ottobre: la montagna si veste di magia. I larici virano all’oro, i sentieri si svuotano, la luce si fa radente e allunga le ombre sui versanti. I silenzi si fanno lunghi. È la stagione in cui la quota restituisce il meglio di sé prima della pausa invernale, con una pienezza di colore che la primavera raramente eguaglia. Quattro libri partono da qui, ciascuno con una propria angolazione sulla solitudine.
Quando l’autunno è la vita stessa
Il primo porta in montagna nel momento in cui è l’esistenza a segnare la propria stagione declinante. Il bene che vi voglio (Temposospeso) è l’ultimo romanzo di Matteo Pellegrini. Il giovane autore, ci dona un libro sul lutto, sull’affetto e sulla memoria. L’autore lo definisce una fiaba filosofica, e dalla fiaba eredita gli archetipi: una casa nel bosco, una madre assente, due bambini che a un certo punto devono mettersi in cammino per scoprire i confini del proprio mondo, lasciando la sicurezza della baita in cui vivevano con il padre. Il registro resta laico: nel romanzo manca........
