Se l’Ai comincia a pensare al posto nostro
Dell’Ai cominciano a preoccuparsi sul serio tutti, perfino coloro che la producono (perché sta manifestamente sfuggendo loro di mano e anche perché, si dice, potrebbero trarre vantaggio dagli investimenti nel suo “miglioramento”). Le preoccupazioni sono tutte fondate e serie. La manipolazione e la costruzione artificiale della realtà hanno conquistato uno spazio formidabile, anche perché fanno mercato. I meccanismi di controllo, diretto e indiretto, sulle nostre vite che l’IA consente hanno raggiunto livelli impensabili. I volumi della speculazione finanziaria ad essa collegata sono tali da far temere e prevedere l’esplosione di una bolla economica. La perdita dei posti di lavoro, già in atto, si preannuncia catastrofica. Più si usa l’IA per scopi militari, più si incentivano le guerre. Le quantità di acqua che la raccolta di dati per la sua produzione richiede sono enormi e ciò è destinato ad aggravare la crisi idrica. Si è visto ultimamente che i suoi sistemi di elaborazione possono autonomizzarsi dalle loro istruzioni e attaccare i sistemi di difesa delle imprese che dovrebbero proteggere.
A favore dell’IA si dice che migliorerà molto le condizioni materiali della nostra vita il che è senz’altro una sua potenzialità reale. Non è, tuttavia, su questa potenzialità che il suo sviluppo e il suo uso puntano attualmente. Guerre, pandemie, crisi climatiche, povertà e drastica limitazione del diritto universale alla salute, minacciano molto seriamente la nostra esistenza materiale e sembra che il nostro acclamato sviluppo tecnologico non le contenga, ma le ignori.
L’elaborazione rapida e sofisticata delle informazioni e delle conoscenze che con l’IA si ottiene, permette una precisione e........
