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Un referendum poco epocale: rispettiamo lo spazio pubblico-politico

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16.03.2026

Il referendum sulla riforma della giustizia è alle porte e le ultime battute di questa campagna elettorale sono pesanti, segnate da una caduta del linguaggio politico-pubblico senza precedenti da parte dei proponenti di questa riforma, cioè il governo in carica di Giorgia Meloni e i suoi più stretti sodali. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, dovrebbe coltivare la sobrietà in tutti i sensi ma invece continua a straparlare, la sua capo di gabinetto, Giusi Bartolozzi, ha fatto dichiarazioni irricevibili definendo la magistratura “un plotone di esecuzione”. Infine Meloni, la premier, nel suo discorso di Milano ha usato un registro truce, minaccioso per spaventare la gente, pescando fra la cronaca nera e non, affermando che “se vince il No ci saranno figli strappati alle madri e stupratori in libertà”, cosa che ricorda campagne elettorali d’altri tempi quando la Democrazia Cristiana dipingeva i comunisti dei mangia bambini e riempiva le città di manifesti che inducevano paura. La premier ha inoltre ribadito che in........

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